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Azzera
26 libri trovati
Copertina di 9 Agosto 378

9 Agosto 378

Sotto periodo
Tardo Impero

In questo saggio dal ritmo incalzante, Alessandro Barbero si concentra su un singolo evento che ha deviato il corso della storia: la battaglia di Adrianopoli (378 d.C.). L'autore ricostruisce minuziosamente la disastrosa gestione di una crisi di rifugiati (i Goti in fuga dagli Unni) da parte delle autorità romane, caratterizzata da corruzione, speculazione e inefficienza. Il risentimento scaturito da queste angherie portò alla rivolta dei Goti e allo scontro campale in cui l'esercito romano, guidato dall'imperatore Valente (che vi perse la vita), venne annientato. Il libro non è solo grande storia militare, ma un'indagine psicologica e politica sulle catene di errori che possono portare una superpotenza invincibile al collasso totale.

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Copertina di Augusto

Augusto

Con 'Augusto' (edito da Laterza), Luciano Canfora espande e completa la sua riflessione sul fondatore dell'Impero, offrendo una biografia politica monumentale. Se in altre opere (come 'Figlio di Dio') si concentrava sulle origini e sulla mistificazione religiosa del giovane triumviro, qui l'autore abbraccia l'intera parabola del lunghissimo principato augusteo. Canfora smonta sistematicamente la 'Res Gestae' (l'autobiografia trionfale scritta dallo stesso Augusto), svelando i non-detti, i compromessi, i fallimenti (come la rovinosa politica in Germania) e l'edificazione di un regime poliziesco basato sul delazionismo. Di grande spessore è l'analisi dell'uso del mecenatismo e degli intellettuali (come Virgilio e Orazio) per costruire un'egemonia culturale senza precedenti. Il ritratto che ne emerge è quello di un formidabile statista, tanto abile e ipocrita nel fingere la salvezza della Repubblica quanto inflessibile nell'esercitare un'autocrazia assoluta.

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Copertina di Augusto, figlio di Dio

Augusto, figlio di Dio

In questo saggio incisivo, Luciano Canfora esplora la scalata al potere del giovane Ottaviano concentrandosi sull'arma più formidabile a sua disposizione: la spregiudicata manipolazione religiosa e ideologica. Dopo l'assassinio di Giulio Cesare (il padre adottivo), Ottaviano ne promosse e cavalcò la divinizzazione, potendosi così fregiare dell'impegnativo e imbattibile titolo di 'Divi filius' (Figlio di Dio). Canfora ricostruisce i meccanismi propagandistici attraverso i quali un giovane di salute precaria e scarsa attitudine militare riuscì a coagulare attorno a sé il consenso dei veterani, delle masse popolari e degli intellettuali. Il libro viviseziona l'ambiguità e il cinismo di un leader camaleontico, capace di essere sanguinario triumviro prima e clemente 'Padre della Patria' poi, svelando come il Principato sia nato su una calcolata teologia politica che ha ridefinito per sempre il rapporto tra sacro e potere in Occidente.

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Copertina di Barbari

Barbari

Alessandro Barbero esplora uno dei temi più affascinanti e attuali dell'antichità: il rapporto tra l'Impero Romano e le popolazioni esterne. Demolendo lo stereotipo dell'invasione barbarica improvvisa, il libro mostra come per secoli Roma abbia gestito le frontiere con straordinario pragmatismo, accogliendo, integrando e arruolando intere tribù germaniche come contadini e soldati. La tesi centrale è che il crollo non fu causato dalla mera pressione numerica dei "barbari", ma dall'improvvisa incapacità della macchina statale e burocratica romana di continuare ad assimilarli. Una riflessione acuta sulle politiche di immigrazione, sulla cittadinanza (l'editto di Caracalla) e sulle disastrose conseguenze dell'arroganza imperiale di fronte alle emergenze umanitarie del mondo antico.

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Copertina di Catilina

Catilina

Sotto periodo
Tarda Repubblica

Luciano Canfora ingaggia una vera e propria battaglia storiografica e filologica per riabilitare una delle figure più vituperate dell'antichità: Lucio Sergio Catilina. Vittima di una fortunata e spietata "damnatio memoriae" orchestrata dal suo grande accusatore Cicerone e dallo storico Sallustio, Catilina ci è stato tramandato come un mostro eversivo e sanguinario. Canfora, destrutturando implacabilmente le fonti oratoriali e la propaganda di parte senatoria, mostra invece un Catilina capopopolo, leader di un movimento politico reale che raccoglieva le istanze dei diseredati, dei debitori e degli emarginati dalla spietata oligarchia romana. Un libro che è al tempo stesso una lezione di metodo storico e un'analisi bruciante del conflitto sociale nella Roma repubblicana.

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Copertina di Cesare

Cesare

Sotto periodo
Giulio Cesare

Alberto Angela, celebre divulgatore italiano, dedica questo volume alla figura storica più iconica di Roma, Giulio Cesare, adottando uno stile narrativo immersivo e sensoriale che trasporta il lettore letteralmente 'sul campo'. Il testo non è un arido saggio accademico, ma una biografia a tuttotondo che esplora la psicologia, l'addestramento, il carisma e la straordinaria audacia tattica del generale. Dalla giovinezza nei vicoli pericolosi della Suburra ai trionfi epici e crudeli delle guerre in Gallia (con una ricostruzione minuziosa e mozzafiato dell'assedio di Alesia), fino al fatale complotto delle Idi di Marzo. Angela si sofferma su innumerevoli dettagli materiali: l'equipaggiamento dei legionari, il fango delle trincee, le abitudini private di Cesare e i suoi amori (inclusa la travolgente passione per Cleopatra), consegnando al grande pubblico un ritratto profondamente umano, sfaccettato e avvincente di un uomo che ha scardinato la storia.

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Copertina di Giulio Cesare

Giulio Cesare

Sotto periodo
Giulio Cesare

Una biografia monumentale e definitiva, in cui Luciano Canfora, maestro della filologia e della storia antica, seziona il mito e la realtà del dittatore romano. Cesare non viene ritratto solo come un impareggiabile genio militare, ma soprattutto come un politico spregiudicato, un "dittatore democratico" capace di strumentalizzare le masse popolari per scardinare il potere del Senato. Canfora scava nei testi (il De Bello Gallico, le lettere, le orazioni), mostrando le abili mistificazioni propagandistiche di Cesare. L'analisi del complotto delle Idi di Marzo e della successiva guerra civile è magistrale, restituendo il ritratto di un uomo che, con lucidità e cinismo, seppellì per sempre la Repubblica inaugurando una nuova era autocratica.

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Copertina di I giorni di Roma

I giorni di Roma

Questa raccolta di saggi, pubblicata da Laterza, propone un approccio storiografico estremamente originale e avvincente, ispirato alla 'microstoria': raccontare i mille anni dell'epopea romana non attraverso un lungo elenco cronologico, ma soffermandosi su singole, fatidiche giornate che hanno modificato per sempre il corso degli eventi. Diversi specialisti di storia antica prendono in esame 'date cardine', sviscerandone i prodromi, lo svolgimento ora per ora, e le enormi conseguenze a lungo termine.
Tra i giorni analizzati spiccano il 2 agosto 216 a.C. (il massacro di Canne per mano di Annibale, che costrinse Roma a reinventare il proprio esercito), le Idi di Marzo del 44 a.C. (l'assassinio di Cesare che decretò l'agonia irreversibile della Repubblica), fino alla disastrosa imboscata nella selva di Teutoburgo nel 9 d.C., in cui l'annientamento di tre legioni per mano dei Germani costrinse l'imperatore Augusto a rinunciare al sogno di conquistare l'Europa oltre il Reno, segnando per sempre i confini geopolitici del continente. L'opera è un formidabile esercizio narrativo che restituisce alla storia il pathos, la contingenza e l'imprevedibilità del singolo momento.

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Copertina di I segreti di Roma

I segreti di Roma

L'amatissimo giornalista e divulgatore Corrado Augias utilizza il suo inconfondibile piglio narrativo per condurci in un viaggio che non è solo storico, ma profondamente psicologico e urbano. 'I segreti di Roma' non offre una sterile cronologia, bensì un'esplorazione nei meandri oscuri, nei misteri e nelle contraddizioni della Città Eterna. Augias scava sotto la superficie dei monumenti celebri per raccontare storie di sangue, passione, intrighi papali, delitti rinascimentali e speculazioni moderne. Dalla ferocia dei giochi gladiatori alla Roma papalina di Caravaggio, fino ai misteri del fascismo e dell'epoca contemporanea. Il libro restituisce l'immagine di una città stratificata, cinica, insofferente al potere ma al contempo capace di sublime bellezza; un'indagine in cui le rovine parlano e i fantasmi del passato aiutano a comprendere l'immutabile carattere, spesso indolente e disincantato, dei romani di oggi.

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Copertina di Il nemico indomabile. Roma contro i Germani

Il nemico indomabile. Roma contro i Germani

Sotto periodo
Tardo Impero

Umberto Roberto, illustre antichista, traccia in questo saggio l'affascinante e spesso sanguinosa storia dei rapporti tra Roma e le popolazioni germaniche. Dalle prime ondate terrorizzanti di Cimbri e Teutoni alla fine del II secolo a.C., passando per le spietate campagne di Cesare, il trauma insuperabile del massacro delle legioni a Teutoburgo, le logoranti Guerre Marcomanniche di Marco Aurelio, fino allo sfondamento del limes nel Tardo Impero. L'autore non si limita alla storia militare, ma indaga a fondo la percezione antropologica che i Romani avevano di questo nemico: il Germano era visto come l'incarnazione del selvaggio, della forza bruta non addomesticabile. Il libro svela il paradosso di un Impero che, pur detestando e temendo i Germani, ne divenne progressivamente dipendente per il reclutamento del proprio esercito, finendo per subire un fatale processo di 'barbarizzazione' interna.

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Copertina di Il rivoluzionario conseguente

Il rivoluzionario conseguente

Sotto periodo
Tarda Repubblica

Un saggio penetrante firmato dal grande latinista Luca Canali e dallo studioso Lorenzo Perilli, che indaga le figure più radicali ed eversive del mondo romano. Con la sua consueta lente analitica vicina al marxismo e attenta ai conflitti di classe, Canali decostruisce la narrazione tradizionale (scritta dai vincitori della fazione aristocratica) per restituire dignità politica ai vari tentativi rivoluzionari che scossero la tarda Repubblica, dai fratelli Gracchi a Spartaco, fino ai populisti e a Cesare. Il libro evidenzia le disuguaglianze strutturali di una Roma dominata da un'oligarchia senatoria predatoria, mostrando come questi "ribelli" fossero in realtà l'espressione conseguente di una gravissima crisi sociale ed economica non più gestibile con le vecchie istituzioni.

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Copertina di Imperatori

Imperatori

Sotto periodo
Impero romano

In questa sintesi efficace e coinvolgente, lo storico Barry Strauss seleziona le figure di dieci imperatori (da Augusto a Costantino) per tracciare l'evoluzione e le trasformazioni del potere imperiale nel corso di oltre tre secoli. Attraverso i ritratti di leader diversissimi per estrazione, carattere e origini (da Tiberio a Traiano, dal filosofo Marco Aurelio al brutale Settimio Severo, fino a Diocleziano), il libro illustra come il principato romano si sia dovuto adattare a crisi continue, rivolte militari e cambiamenti economici. Strauss dedica inoltre una straordinaria e inedita attenzione al ruolo cruciale (spesso silenziato dalle fonti) delle donne delle dinastie imperiali, le quali tessevano alleanze e determinavano le successioni dietro le quinte del potere.

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Copertina di L’imperatore di Roma

L’imperatore di Roma

Autore
Mary Beard
Sotto periodo
Alto Impero

In questa sua recente e acclamata opera, la celebre classicista di Cambridge Mary Beard non si limita a compilare una classica e noiosa successione cronologica di biografie imperiali (da Augusto fino ad Alessandro Severo), ma cambia radicalmente la prospettiva di indagine: cosa significava, nella pratica quotidiana, 'fare' l'imperatore a Roma? Abbandonando la storiografia scandalistica incentrata unicamente sui miti della follia e della depravazione di figure come Caligola, Nerone o Domiziano, la Beard esplora il 'dietro le quinte' della macchina autocratica. L'autrice viviseziona la vita di corte, svelandoci la routine burocratica (rispondere a innumerevoli petizioni), le abitudini alimentari, i viaggi, i meccanismi di successione spesso cruenti e il ruolo fondamentale, e spesso occulto, giocato dalle mogli imperiali, dagli schiavi di palazzo, dai medici e dai liberti.
Attraverso un'attenta rilettura delle fonti scritte e archeologiche, il saggio dimostra come l'imperatore non fosse solo un individuo dotato di potere assoluto, ma il fulcro di un complesso sistema performativo e istituzionale, in cui l'immagine pubblica e la gestione del consenso erano più importanti della singola personalità del sovrano. È una demistificazione brillante che restituisce la dimensione umana, faticosa e talvolta paradossale del potere assoluto nel mondo antico.

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Copertina di L’Impero e i Barbari

L’Impero e i Barbari

Lo storico Peter Heather, tra i massimi specialisti della Tarda Antichità, sposta l'asse dell'indagine dalla prospettiva puramente romana a quella dei popoli germanici e nomadi. Il libro analizza il complesso e dialettico rapporto tra il 'Centro' imperiale e la 'Periferia' barbarica durante il primo millennio. La tesi centrale, affascinante e controintuitiva, è che la stessa esistenza dell'Impero Romano – con le sue ricchezze, i suoi mercati, la sua diplomazia e il suo formidabile esercito – abbia involontariamente stimolato l'evoluzione politica e militare delle tribù barbare (Goti, Franchi, Vandali). Nel tentativo di difendersi o di approfittare della ricchezza di Roma, i barbari si unirono in grandi confederazioni, si dotarono di élite militarizzate e appresero nuove tecnologie. In sostanza, Roma creò i suoi stessi becchini. Un'opera magistrale per comprendere la genesi delle nazioni moderne nell'Europa post-romana.

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Copertina di L’uomo romano

L’uomo romano

Sotto periodo
Società romana

Curato da Andrea Giardina per la celebre collana antropologica di Laterza, questo volume rappresenta un punto di rottura rispetto alla storiografia classica basata su eventi e battaglie. L'opera si pone un obiettivo diverso e ambizioso: ricostruire l'identità psicologica, sociale e comportamentale dei Romani attraverso l'analisi dei principali 'tipi sociali' che popolavano l'Urbe. Non c'è una trama temporale, ma un'esplorazione tematica della mentalità antica.
I vari capitoli, affidati a esperti di altissimo profilo, scandagliano le aspettative sociali, i diritti, le limitazioni e i costumi di specifiche figure: il Cittadino (diviso tra i suoi doveri pubblici e la vita privata), il Soldato (spina dorsale dell'Impero), lo Schiavo (l'oggetto animato su cui si fondava l'economia), il Liberto (l'affrancato spinto da una fortissima mobilità sociale), la Donna (costretta tra la figura idealizzata della matrona e la dura realtà giuridica), e il Sacerdote. Il risultato è un affresco antropologico immersivo, che permette al lettore di calarsi completamente nell'universo mentale, morale e materiale di una società lontanissima dai nostri parametri, eppure alla base della nostra cultura giuridica.

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Copertina di La caduta dell’impero Romano

La caduta dell’impero Romano

Peter Heather, con una prosa avvincente e un solido impianto analitico, offre una rilettura magistrale degli ultimi secoli dell'Impero. Ribaltando le teorie classiche (come quella di Gibbon sul declino morale dovuto al cristianesimo, o le tesi sul marciume economico interno), Heather sostiene che nel IV secolo l'Impero era ancora una superpotenza vitale e fiscalmente solida. A causarne la caduta fu uno shock esogeno di proporzioni inaudite: l'irruzione degli Unni dalle steppe asiatiche. Questo evento innescò un effetto domino, spingendo enormi confederazioni germaniche (militarmente molto più organizzate rispetto al passato) ad attraversare il limes per sopravvivenza. Un'analisi geopolitica serrata che legge la caduta di Roma come il risultato di una globalizzazione antica sfuggita di mano.

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Copertina di La caduta di Roma e la fine della civiltà

La caduta di Roma e la fine della civiltà

In aperto contrasto con la tendenza storiografica recente (che vede la fine di Roma come una pacifica e graduale transizione multiculturale), l'archeologo e storico di Oxford Bryan Ward-Perkins dimostra, prove materiali alla mano, che il crollo dell'Impero Romano d'Occidente fu una catastrofe violenta e traumatica. Attraverso l'analisi dei reperti (vasellame, monete, resti di tetti e infrastrutture), l'autore illustra come il collasso politico abbia spazzato via reti commerciali secolari, causando un drastico e rapido declino degli standard di vita, dell'alfabetizzazione e della complessità economica. Un saggio crudo, materialista e potentissimo che restituisce la drammaticità della fine di una civiltà, ricordandoci che il progresso non è mai un'acquisizione irreversibile.

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Copertina di La rivoluzione romana

La rivoluzione romana

Autore
Ronald Syme
Sotto periodo
Tarda Repubblica

Pubblicato originariamente nel 1939, questo libro di Ronald Syme è considerato uno dei capolavori assoluti della storiografia del XX secolo, un'opera che ha cambiato per sempre il nostro modo di guardare ad Augusto. Influenzato dall'ascesa dei totalitarismi europei del suo tempo, l'illustre storico britannico smonta inesorabilmente il mito del 'buon' primo imperatore, il restauratore della pace. Syme adotta il metodo prosopografico (lo studio minuzioso delle alleanze familiari, delle fazioni e delle élite) per svelare la cruda realtà dietro la propaganda: Ottaviano fu un signore della guerra freddo e calcolatore, che approfittò del collasso repubblicano per eliminare la vecchia aristocrazia senatoria e sostituirla con una nuova, spietata oligarchia a lui fedele. Il libro è un'anatomia magistrale e disincantata del potere e della sua conquista, in cui la fondazione dell'Impero appare non come un'epoca d'oro, ma come il trionfo di una brutale dittatura militare mascherata da finzioni costituzionali.

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Copertina di La Storia spezzata

La Storia spezzata

Un'opera fondamentale e profondamente teorica scritta da uno dei massimi giuristi e storici italiani di Roma antica. Con 'La Storia spezzata', Aldo Schiavone affronta uno dei grandi enigmi della macrostoria e della storiografia economica: perché l'Impero Romano, che aveva raggiunto livelli di ingegneria, organizzazione giuridica, reti commerciali e accumulo di ricchezza senza precedenti, non fu in grado di innescare una rivoluzione scientifica e industriale, andando invece incontro al collasso?
L'autore individua la radice di questo blocco strutturale nell'economia schiavistica. La disponibilità illimitata di schiavi a basso costo fornì alle élite aristocratiche romane una rendita passiva immensa, rendendo del tutto inutile (o persino svalutato dal punto di vista ideologico) l'investimento nell'innovazione tecnologica e nel miglioramento dei processi produttivi. A Roma, il lavoro manuale e commerciale era considerato indegno per un cittadino libero, e questo preconcetto culturale, unito al sistema schiavistico, impedì la nascita di una classe borghese moderna e capitalistica. Il libro è una rigorosa e affascinante analisi economica e sociale, che esplora come la più grande macchina imperiale dell'antichità sia rimasta tragicamente imprigionata nelle sue stesse basi materiali, spezzando la linea di sviluppo che avrebbe potuto anticipare la modernità di millecinquecento anni.

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Copertina di Manuale di storia romana

Manuale di storia romana

Pubblicato per la prima volta negli anni '30, il Manuale di Arnaldo Momigliano (costantemente aggiornato nel tempo) è da considerarsi un monumento della storiografia italiana, su cui si sono formate generazioni di storici. Momigliano, uno degli intellettuali più lucidi del Novecento, non fornisce solo una sintesi degli eventi, ma una vera e propria lezione di metodo storico e di storiografia critica.
Il punto di forza dell'opera è l'analisi penetrante delle dinamiche istituzionali e culturali. L'autore dedica pagine magistrali alla complessa architettura costituzionale della Repubblica (il delicato equilibrio tra consoli, senato e comizi), allo scontro secolare e decisivo per la parità dei diritti tra Patrizi e Plebei, e soprattutto all'impatto dirompente della cultura greca (l'ellenizzazione) sul mos maiorum (la tradizione) romano. Momigliano riesce a districarsi tra la nebulosità dei miti fondativi e le contraddizioni delle fonti (Livio, Polibio, Tacito), fornendo un quadro di ineguagliabile chiarezza ed equilibrio intellettuale. Non è semplicemente un libro di testo, ma un'esplorazione del modo in cui Roma ha concepito lo Stato, la cittadinanza e la res publica, concetti che hanno fondato la modernità.

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