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Azzera
20 libri trovati
Copertina di Competere o sparire

Competere o sparire

Autore
Mario Draghi

Pubblicato da Rizzoli e basato sul celebre e influente rapporto sulla competitività europea redatto per l'Unione Europea, "Competere o sparire" raccoglie e approfondisce la visione di Mario Draghi — già Presidente della Banca Centrale Europea e Presidente del Consiglio dei Ministri italiano — sulle drammatiche sfide economiche, tecnologiche e geopolitiche che il Vecchio Continente si trova ad affrontare nel XXI secolo. Il saggio analizza senza sconti il divario di produttività e innovazione che separa l'Europa rispetto agli Stati Uniti e alla Cina, aggravato dai costi della transizione energetica, dall'invecchiamento demografico e dalla frammentazione dei mercati interni.

Draghi delinea con rigore e concretezza una strategia radicale e urgente per l'Unione Europea: investimenti massicci nell'alta tecnologia, nei semiconduttori e nella transizione verde, unificazione dei mercati dei capitali e riforme istituzionali profonde. Un'opera fondamentale che suona come un appello lucido e ineludibile per evitare il declino economico e la irrilevanza geopolitica dell'Europa sulla scena globale.

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Copertina di Contro il mondo

Contro il mondo

Autore
Tara Zahra

La storica Tara Zahra presenta un saggio innovativo, di eccezionale respiro globale e di grandissima attualità, che esplora il fenomeno dell'anti-globalismo e della de-globalizzazione nel periodo tra le due guerre mondiali. "Contro il mondo" analizza come, in seguito ai traumi della Grande Guerra e alla spaventosa crisi del 1929, moltissime nazioni (non solo le dittature fasciste, ma anche stati democratici) abbiano reagito chiudendo le frontiere, innalzando dazi commerciali, bloccando l'immigrazione e promuovendo l'autarchia economica e il protezionismo. La Zahra dimostra che il fascino per i muri, per il nazionalismo economico e per l'autosufficienza agricola (la "battaglia del grano") fu una risposta psicologica e politica universale al senso di vulnerabilità generato dall'interdipendenza globale; un monito potente che risuona con forza di fronte ai moderni populismi e sovranismi.

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Copertina di I sonnambuli. Come l’Europa arrivò alla Grande Guerra

I sonnambuli. Come l’Europa arrivò alla Grande Guerra

Un bestseller internazionale di proporzioni epocali e uno dei saggi più discussi e influenti dell'ultimo decennio. Lo storico australiano Christopher Clark ribalta il paradigma consolidato (stabilito negli anni '60 da Fritz Fischer) che attribuiva alla Germania la colpa quasi esclusiva dello scoppio della guerra. Clark analizza con un livello di dettaglio strabiliante la politica estera di tutte le potenze coinvolte. Getta una luce critica e inquietante sull'espansionismo serbo e sulle pesanti responsabilità russe e francesi nel fomentare la crisi balcanica. La tesi dell'autore è che i leader europei del 1914 non furono architetti diabolici di un piano predeterminato, bensì dei "sonnambuli": statisti mediocri, accecati dai propri egoismi nazionalistici, che presero decisioni avventate senza comprendere in alcun modo l'orrore irreversibile del meccanismo che stavano azionando.

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Copertina di Il capitale nel XXI secolo

Il capitale nel XXI secolo

Sotto periodo
Storia economica

Pubblicato da Bompiani e firmato dall'economista francese Thomas Piketty (direttore di studi all'École des Hautes Études en Sciences Sociales - EHESS e professore alla Paris School of Economics), "Il capitale nel XXI secolo" (*Le Capital au XXIe siècle*) è un saggio monumentale, dirompente e di straordinaria portata globale che ha ridefinito radicalmente il dibattito economico contemporaneo sul tema della disuguaglianza. Frutto di oltre quindici anni di ricerche empiriche condotte insieme a un team internazionale di ricercatori, il volume analizza l'evoluzione storica della distribuzione del reddito e della ricchezza in oltre venti paesi a partire dal XVIII secolo, avvalendosi di una base di dati storici e fiscali senza precedenti.

La tesi centrale di Piketty dimostra che, contrariamente alla rassicurante visione della curva di Kuznets, il capitalismo non tende spontaneamente all'equità o alla convergenza sociale. Al contrario, quando il tasso di rendimento del capitale ($r$) supera costantemente il tasso di crescita economica ($g$) — riassunto nella celebre formula $r > g$ —, la ricchezza ereditata e accumulata cresce molto più rapidamente dei redditi da lavoro, generando una concentrazione della ricchezza a livelli simili o superiori a quelli dell'Europa ottocentesca descritta da Balzac e Jane Austen. Il saggio si conclude con audaci proposte di policy globale, tra cui l'introduzione di una tassa progressiva e universale sul capitale, per evitare che le disuguaglianze estreme minaccino i fondamenti stessi delle democrazie liberali.

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Copertina di Il lungo inverno del 1933

Il lungo inverno del 1933

In questo avvincente e profondo saggio storico, lo studioso americano Paul Jankowski analizza un anno spartiacque per la storia dell'umanità: il 1933, che vide l'irresistibile ascesa al potere di Adolf Hitler. L'autore sposta lo sguardo dalla sola Germania all'intero contesto internazionale, interrogandosi su come il mondo libero abbia potuto assistere passivamente al radicamento del nazismo. Jankowski esplora la conferenza per il disarmo di Ginevra, le paure della Francia, l'isolazionismo americano e le gravi divisioni delle democrazie occidentali, intrappolate nei propri egoismi nazionali e nella profonda crisi economica dell'epoca. Il "lungo inverno" è la metafora perfetta di un congelamento diplomatico e morale in cui la comunità internazionale, paralizzata dalle proprie contraddizioni, non seppe o non volle fermare il tiranno prima che fosse troppo tardi.

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Copertina di Keynes

Keynes

Sotto periodo
Storia economica

Pubblicato da Il Mulino e firmato da Fausto Vicarelli, economista di altissimo profilo e tra i massimi studiosi italiani del pensiero keynesiano, "Keynes" è un saggio rigoroso, lucido e di straordinaria profondità intellettuale dedicato alla vita, all'opera e all'eredità teorica di John Maynard Keynes. Il volume ricostruisce con grande acribia la formazione intellettuale del celebre economista britannico, inserendolo nel vivace contesto storico, culturale e politico del Novecento (dalla crisi del primo dopoguerra alla Grande Depressione, fino agli accordi di Bretton Woods).

Vicarelli analizza in modo cristallino i cardini della rivoluzione keynesiana — dalla centralità della domanda effettiva e delle aspettative alla lotta contro la disoccupazione involontaria, passando per la rivalutazione del ruolo attivo dello Stato e della spesa pubblica nella stabilizzazione del ciclo economico. Lungi dall'essere una semplice biografia o un manuale scolastico, il libro rappresenta una riflessione critica e illuminante su come il pensiero di Keynes abbia ridefinito radicalmente i paradigmi della scienza economica moderna e continuino a offrire chiavi di lettura essenziali per comprendere le crisi e le politiche economiche contemporanee.

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Copertina di L’economia facile

L’economia facile

Sotto periodo
Storia economica

Pubblicato da Feltrinelli e firmato da Carlo Cottarelli, noto economista, editorialista ed ex direttore del settore affari fiscali del Fondo Monetario Internazionale, "L'economia facile" (o opere divulgative analoghe dedicate alla comprensione della scienza economica) è un saggio divulgativo limpido, rigoroso e di straordinaria utilità pratica. L'autore smonta i tecnicismi e il gergo accademico per accompagnare il lettore comune alla scoperta dei meccanismi fondamentali che muovono l'economia di tutti i giorni: dalla crescita del PIL all'inflazione, dal debito pubblico alle politiche delle banche centrali, fino alle dinamiche del mercato del lavoro e del commercio internazionale.

Cottarelli unisce chiarezza espositiva e rigore scientifico, fornendo ai cittadini gli strumenti critici indispensabili per decodificare le notizie economiche, valutare le promesse dei politici e comprendere l'impatto delle scelte di politica economica sulla vita reale e sul futuro del paese.

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Copertina di La sconfitta dell’Occidente

La sconfitta dell’Occidente

Pubblicato da Fazi Editore e firmato da Emmanuel Todd, celebre storico, antropologo e demografo francese, "La sconfitta dell'Occidente" (La défaite de l'Occident) è un saggio di geopolitica e sociologia dirompente, provocatorio e di straordinaria risonanza internazionale. Il volume interpreta il conflitto in Ucraina non come un evento isolato, ma come il sintomo eclatante e rivelatore di una crisi strutturale, profonda e sistemica che sta investendo l'intero mondo occidentale.

Attraverso un'analisi rigorosa basata su indicatori demografici, economici, educativi, industriali e sociali, Todd sostiene che Stati Uniti ed Europa stiano progressivamente perdendo coesione culturale, capacità produttiva e autorevolezza morale sulla scena globale, mentre la Russia e altre potenze extra-occidentali dimostrano una inaspettata resilienza. Il libro, forte del celebre metodo antropologico e comparativo dell'autore, rovescia molte delle narrative dominanti, offrendo una diagnosi spietata e controcorrente del declino occidentale e delle sue cause profonde.

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Copertina di La scossa Globale

La scossa Globale

Pubblicato da Rizzoli e firmato da Maurizio Molinari, noto giornalista, editorialista e analista di politica internazionale, "La scossa globale" è un saggio lucido, tempestivo e di grande profondità analitica che esamina le trasformazioni epocali e le scosse telluriche che stanno ridefinendo l'ordine mondiale contemporaneo. Il volume assume come punto di osservazione privilegiato il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca e le ripercussioni dirompenti di questa nuova fase della politica statunitense sugli equilibri globali, dai rapporti con gli alleati storici occidentali alle tensioni strategiche con la Cina e la Russia.

L'autore sviscera i nodi cruciali del nostro tempo: le guerre in corso e la ridefinizione delle sfere d'influenza, la feroce competizione tecnologica e commerciale per il controllo delle risorse strategiche, la sicurezza informatica e la tenuta democratica di fronte alle nuove forme di disinformazione e polarizzazione. Molinari descrive un mondo entrato in un'era di crescente imprevedibilità e frammentazione, offrendo una mappa indispensabile per comprendere come le grandi faglie della geopolitica internazionale si riflettano direttamente sulla nostra vita quotidiana e sul futuro dell'Europa.

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Copertina di La Storia spezzata

La Storia spezzata

Un'opera fondamentale e profondamente teorica scritta da uno dei massimi giuristi e storici italiani di Roma antica. Con 'La Storia spezzata', Aldo Schiavone affronta uno dei grandi enigmi della macrostoria e della storiografia economica: perché l'Impero Romano, che aveva raggiunto livelli di ingegneria, organizzazione giuridica, reti commerciali e accumulo di ricchezza senza precedenti, non fu in grado di innescare una rivoluzione scientifica e industriale, andando invece incontro al collasso?
L'autore individua la radice di questo blocco strutturale nell'economia schiavistica. La disponibilità illimitata di schiavi a basso costo fornì alle élite aristocratiche romane una rendita passiva immensa, rendendo del tutto inutile (o persino svalutato dal punto di vista ideologico) l'investimento nell'innovazione tecnologica e nel miglioramento dei processi produttivi. A Roma, il lavoro manuale e commerciale era considerato indegno per un cittadino libero, e questo preconcetto culturale, unito al sistema schiavistico, impedì la nascita di una classe borghese moderna e capitalistica. Il libro è una rigorosa e affascinante analisi economica e sociale, che esplora come la più grande macchina imperiale dell'antichità sia rimasta tragicamente imprigionata nelle sue stesse basi materiali, spezzando la linea di sviluppo che avrebbe potuto anticipare la modernità di millecinquecento anni.

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Copertina di Le conseguenze economiche della pace

Le conseguenze economiche della pace

Un classico assoluto del pensiero economico, politico e storiografico del Novecento, pubblicato originariamente nel 1919. John Maynard Keynes, all'epoca giovane ma già brillante economista, partecipò alla Conferenza di pace di Parigi come delegato britannico, ma si dimise in polemica disgustato dalle condizioni vendicative imposte alla Germania con il Trattato di Versailles. Nel saggio, Keynes profetizza con una lucidità analitica impressionante che le gigantesche riparazioni di guerra imposte ai tedeschi non solo non potevano essere pagate, ma avrebbero disintegrato il fragile tessuto economico dell'intera Europa, innescando disoccupazione, iperinflazione e risentimenti insopprimibili. Un'opera fondamentale in cui la critica feroce e i ritratti spietati dei "grandi" leader alleati (Clemenceau, Lloyd George, Wilson) spiegano come la cecità politica abbia gettato le basi ineluttabili per lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

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Copertina di Le origini della Prima guerra mondiale

Le origini della Prima guerra mondiale

Autore
James Joll

Un classico intramontabile della storiografia, scritto dal grande storico britannico James Joll. In quest'opera, l'autore va ben oltre la crisi diplomatica dell'estate del 1914, scavando nelle "cause profonde" o non dette ("unstated assumptions") che resero il conflitto concepibile e accettabile per le élite e le masse europee. Joll analizza l'intricato sistema di alleanze segrete, le rigidità dei piani di mobilitazione militare, le rivalità imperialistiche e la corsa agli armamenti navali. Ma soprattutto, il saggio brilla nell'esplorare il clima culturale dell'epoca: l'influenza del darwinismo sociale, il nazionalismo sciovinista e l'esaltazione della forza. Un libro fondamentale per capire come un intero continente si sia preparato psicologicamente e materialmente a un'autodistruzione che nessuno aveva realmente pianificato nelle sue reali proporzioni.

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Copertina di Le origini della seconda guerra mondiale

Le origini della seconda guerra mondiale

Perché è scoppiata la Seconda Guerra Mondiale? Richard Overy, maestro indiscusso del periodo, affronta questa titanica domanda scardinando le spiegazioni semplificatorie. Il saggio contesta l'idea che il conflitto sia stato unicamente il frutto del fanatismo di Adolf Hitler, allargando l'obiettivo al completo collasso del sistema internazionale negli anni '30. Overy esamina le pesanti responsabilità della diplomazia occidentale (la "politica dell'Appeasement" di Francia e Gran Bretagna, guidata dal terrore di un nuovo bagno di sangue), gli effetti devastanti della Grande Depressione del 1929 e l'insanabile debolezza della Società delle Nazioni. Un'opera fondamentale per comprendere come l'intreccio fatale di nazionalismi aggressivi, crisi economiche e paralisi diplomatica abbia trascinato inevitabilmente il mondo verso l'abisso.

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Copertina di Le possibilità economiche per i nostri figli

Le possibilità economiche per i nostri figli

Sotto periodo
Storia economica

Pubblicato da Einaudi e firmato da John Maynard Keynes, uno dei pensatori e giganti dell'economia del XX secolo, "Le possibilità economiche per i nostri figli" (*Economic Possibilities for our Grandchildren*, saggio scritto nel 1930 in piena Grande Depressione) è un testo profetico, illuminante e di straordinaria intensità filosofica e utopica. In questo breve ma densissimo saggio, Keynes guarda ben oltre le drammatiche contingenze della crisi economica del suo tempo per interrogarsi sul futuro a lungo termine del capitalismo e della civiltà industriale.

L'economista britannico ipotizza che, grazie al costante accumulo di capitale e all'inarrestabile progresso tecnologico e scientifico, la produttività avrebbe raggiunto livelli tali da risolvere definitivamente il "problema economico" primario dell'umanità: la lotta per la sussistenza. Keynes profetizzava che entro cento anni (ovvero ai nostri giorni) la settimana lavorativa si sarebbe ridotta a circa quindici ore, lasciando all'essere umano il compito più arduo: imparare a vivere saggiamente, piacevolmente e bene il tempo libero liberato dalla tirannia del lavoro salariato. Un'opera fondamentale che unisce acume economico, umanesimo e una profonda riflessione sulla qualità della vita.

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Copertina di Mediterraneo conteso

Mediterraneo conteso

Pubblicato da Rizzoli e firmato da Maurizio Molinari, noto giornalista, editorialista e profondo conoscitore delle dinamiche internazionali, "Mediterraneo conteso" è un saggio di geopolitica lucido, attuale e di ampio respiro che analizza le trasformazioni e le tensioni geostrategiche che attraversano il mare nostrum nel XXI secolo. Molinari descrive il Mediterraneo non più come un bacino periferico o di transito, ma come il vero e proprio fulcro di una competizione globale spietata che vede contrapposte le grandi potenze tradizionali ed emergenti: dagli Stati Uniti alla Cina, dalla Russia di Vladimir Putin alla Turchia di Erdogan, fino alle monarchie del Golfo e alle potenze europee.

L'autore delinea i contorni di un "Mediterraneo allargato" che collega le rotte commerciali marittime strategiche, i grandi giacimenti energetici (gas e petrolio), i flussi migratori epocali, la crisi climatica e i conflitti endemici regionali. Il volume offre una mappa chiara e dettagliata delle sfide che decidono il destino economico e la sicurezza dell'Europa e del mondo intero, evidenziando perché il controllo di questo spazio sia tornato a essere decisivo per gli equilibri planetari.

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Copertina di Ordine Mondiale

Ordine Mondiale

Pubblicato da Mondadori e firmato da Henry Kissinger, uno dei più influenti statisti, diplomatici e teorici della politica internazionale del XX e XXI secolo, "Ordine Mondiale" (World Order) è un saggio fondamentale che esplora le radici storiche, le mutazioni e le fragilità degli equilibri geopolitici globali. L'autore analizza le differenti concezioni di ordine internazionale elaborate nel corso dei secoli dalle grandi civiltà: dal sistema di Vestfalia basato sull'equilibrio di potenza europeo all'eccezionalismo politico e morale degli Stati Uniti, dalla visione imperiale e millenaria della Cina all'eredità islamica e alle rivendicazioni delle potenze emergenti.

Kissinger offre una lucida diagnosi dello stato attuale del sistema globale, descrivendolo come un ordine frammentato e privo di un consenso universale condiviso sulle regole fondamentali. Il volume affronta con straordinaria competenza strategica le grandi sfide del nostro tempo — dalla proliferazione nucleare alle guerre regionali, dall'instabilità economica alla rivoluzione tecnologica — evidenziando la necessità urgente per la diplomazia contemporanea di conciliare la forza della potenza con la legittimità etica e politica in un mondo multipolare in cui nessun singolo attore può più dettare unilateralmente le regole.

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Copertina di Scacco alla pace

Scacco alla pace

Sotto periodo
Guerra fredda

Pubblicato originariamente dalla casa editrice I Colibrì, "Scacco alla pace" di Maurizio Serra – eminente diplomatico di carriera, storico e accademico di Francia – rappresenta una delle analisi più raffinate, penetranti e malinconiche del fallimento della diplomazia europea durante il periodo tra le due guerre mondiali. Il saggio si concentra sui mesi decisivi e sulle trattative convulse che precedettero lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, tracciando al contempo il bilancio implacabile della dissoluzione dell'ordine europeo uscito da Versailles.

Serra indaga con acume psicologico e rigore documentario i limiti e le colpe delle grandi cancellerie democratiche (Gran Bretagna e Francia) e dei loro leader, evidenziando come la ricerca esasperata e a ogni costo della pace – sfociata nella politica dell'appeasement – si sia trasformata in una fatale debolezza di fronte al dinamismo spietato e aggressivo dei regimi totalitari, in particolare la Germania nazista di Hitler. Attraverso ritratti d'autore intensi e ricchi di sfumature, l'autore analizza le personalità, le illusioni e gli errori di calcolo dei grandi protagonisti dell'epoca diplomatica, da Pierre Laval a Neville Chamberlain, mostrando come l'idealismo della Società delle Nazioni si sia infranto contro il cinismo della realpolitik. Un saggio di storia diplomatica e politica di altissimo profilo, che riflette sulla fragilità strutturale delle democrazie quando devono fronteggiare la violenza radicale e il rifiuto dei trattati internazionali.

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Copertina di Storia d’Italia. Annali 1. Dal feudalesimo al capitalismo

Storia d’Italia. Annali 1. Dal feudalesimo al capitalismo

Pubblicato da Einaudi e curato da due giganti della storiografia economica e sociale come Ruggiero Romano e Corrado Vivanti, il primo volume degli "Annali" della celebre *Storia d'Italia Einaudi* intitolato "Dal feudalesimo al capitalismo" costituisce un pilastro fondamentale, enciclopedico e di altissimo rigore scientifico della storiografia italiana del Novecento. L'opera affronta uno dei nodi teorici ed empirici più complessi e dibattuti della storia economica: la lunga e tormentata transizione dalle strutture socio-economiche di stampo feudale alle prime forme del capitalismo moderno nell'area italiana ed europea.

Attraverso contributi di autorevoli studiosi (tra cui storici, economisti e sociologi), il volume analizza con un approccio multidisciplinare e marxista-strutturalista l'evoluzione della proprietà fondiaria, lo sviluppo e la crisi delle signorie rurali, la trasformazione delle tecniche agricole, l'ascesa dei mercati urbani e delle manifatture, nonché le modificazioni nei rapporti di classe e nelle strutture demografiche e istituzionali. Un'opera monumentale e imprescindibile per comprendere le radici economiche e sociali dello sviluppo storico della penisola.

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Copertina di Storia dell’economia italiana, volumi I-II-III

Storia dell’economia italiana, volumi I-II-III

Sotto periodo
Economia italiana

Questa monumentale e classica "Storia dell'economia italiana", pubblicata originariamente in tre volumi da Einaudi, rappresenta l'opera collettanea più completa, rigorosa e accademica mai concepita sull'evoluzione del sistema economico della penisola. Raccogliendo i contributi dei massimi economisti, storici dell'economia e demografi (sotto la guida di illustri curatori), l'opera ricostruisce in modo minuzioso le trasformazioni strutturali dell'Italia, smentendo l'immagine di un Paese condannato a una perenne arretratezza. Il **primo volume** analizza l'epoca medievale e rinascimentale, quando l'Italia (con i suoi Comuni, le reti bancarie fiorentine e le marinerie veneziane e genovesi) era il cuore pulsante dell'economia-mondo europea e dominava la finanza e il commercio mediterraneo. Il **secondo volume** esplora la lunga fase di declino e stagnazione tra Seicento e Settecento (la "rifeudalizzazione", la marginalizzazione dovuta alle scoperte atlantiche e le prime lente riforme illuministe) fino al complesso momento dell'Unità d'Italia, caratterizzato dal divario Nord-Sud e dalle sfide dell'unificazione del mercato nazionale. Il **terzo volume** si concentra sul decollo industriale tra Otto e Novecento, sull'impatto del Fascismo, sulle devastazioni belliche e sul successivo "Miracolo Economico", fino ad arrivare alle sfide della globalizzazione e della stagnazione contemporanea. Attraverso l'uso rigoroso di serie storiche, dati demografici, storia dell'agricoltura e analisi delle scelte di politica industriale, l'opera fornisce la chiave per interpretare le forze profonde (e i persistenti squilibri) che hanno determinato la ricchezza e la povertà della nazione.

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Copertina di Sull’orlo del precipizio

Sull’orlo del precipizio

In questo saggio dal ritmo serrato e avvincente, il grande storico britannico Richard Overy (tra i massimi esperti mondiali del Novecento) ricostruisce con precisione quasi cinematografica i dieci giorni cruciali che precedettero lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, dal 24 agosto al 3 settembre 1939. "Sull'orlo del precipizio" è la cronaca di un'inevitabile discesa nell'abisso. Overy sposta la lente d'ingrandimento sulle cancellerie europee, offrendo un resoconto ora per ora delle frenetiche, e spesso disperate, manovre diplomatiche che tentarono in extremis di salvare la pace. Il libro analizza lo shock globale causato dalla firma del Patto Ribbentrop-Molotov, le illusioni di Neville Chamberlain e della politica dell'appeasement britannica, gli inutili tentativi di mediazione di Mussolini e la determinazione irremovibile e fanatica di Adolf Hitler nell'invadere la Polonia, anche a costo di scatenare un conflitto totale. Oltre all'alta diplomazia, l'autore documenta magistralmente il clima di angoscia e rassegnazione che si respirava tra le popolazioni civili in Europa, consapevoli che la catastrofe era ormai imminente. Un'opera che restituisce tutta la tensione psicologica e politica di quei giorni fatali in cui il destino dell'umanità venne irrimediabilmente segnato.

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