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Rinascimento conteso
- Autore
- Giovanni Ricci
- Periodo
- Storia Moderna
- Sotto periodo
- Rinascimento
- Tema
- Cultura e idee
Dove ha origine il velo di reciproca insofferenza che pervade tuttora le relazioni, così strette e condivise in ogni campo, fra Italiani e Francesi? Furono le Guerre d'Italia, iniziate nel 1494 con la discesa di Carlo VIII re di Francia, a stabilire un contatto ravvicinato, in un quadro tuttavia di asimmetria di forze. Fino al 1559 l'Italia fu devastata dalle armate straniere mentre i suoi artisti venivano esaltati alla corte di Francia. Ecco l'indefinibile contraddizione: la gloria di Leonardo ad Amboise e il saccheggio di città come Brescia, Capua, Ravenna. Giovanni Ricci racconta, attraverso episodi talora poco noti e stupefacenti, il formarsi dell'ambigua e intensa amicizia fra due popoli che la geografia e la storia hanno voluto così vicini.

Risorgimento
- Autore
- Antonio Rota
- Periodo
- Storia Contemporanea
- Sotto periodo
- Risorgimento
Pubblicato da Il Mulino, questo volume offre una trattazione agile ma rigorosa e approfondita del Risorgimento italiano, esaminando il complesso processo storico che ha portato all'unificazione della penisola nel corso dell'Ottocento. L'autore analizza in modo equilibrato la combinazione di fattori ideologici, geopolitici, militari e diplomatici che caratterizzarono la nascita dello Stato unitario.
Il saggio esplora il passaggio cruciale dalle prime aspirazioni e cospirazioni carbonare della prima metà del secolo fino alle grandi svolte rivoluzionarie del 1848, alle guerre d'indipendenza e all'iniziativa diplomatica e militare guidata da Cavour e Garibaldi. Particolare attenzione viene dedicata non solo alla storia dei grandi protagonisti politici, ma anche al ruolo fondamentale della partecipazione popolare, delle emozioni collettive, del dibattito culturale e delle diverse anime (moderata, democratica e repubblicana) che animarono il movimento nazionale, restituendo un quadro completo e aggiornato delle interpretazioni storiografiche su uno dei periodi fondanti della storia italiana contemporanea.

Roma 1922. Il fascismo e la guerra mai finita
- Autore
- Marco Mondini
- Periodo
- Storia Contemporanea
- Sotto periodo
- Fascismo
- Tema
- Storia politica
In Roma 1922. Il fascismo e la guerra mai finita, Marco Mondini propone una lettura dell’ascesa del fascismo che sposta l’attenzione dalla sola crisi politica dello Stato liberale alle conseguenze profonde e durature della Prima guerra mondiale. La Marcia su Roma dell’ottobre 1922 rappresenta il punto d’arrivo del racconto, ma non ne costituisce, in senso stretto, il vero centro. La domanda fondamentale del libro è piuttosto come una società formalmente uscita vittoriosa dal conflitto mondiale sia rimasta prigioniera della mentalità, dei linguaggi e soprattutto delle pratiche di violenza maturate durante la guerra.
La tesi di Mondini è che per comprendere la nascita e il successo del fascismo occorra considerare gli anni compresi tra il 1915 e il 1922 quasi come un continuum bellico. La guerra termina formalmente nel novembre 1918, ma una parte della società italiana continua a pensare e ad agire secondo categorie costruite durante il conflitto: amico e nemico, vittoria e tradimento, sacrificio e diserzione, patria e antipatria. Il ritorno alla pace non comporta quindi un’automatica smobilitazione culturale. Milioni di uomini tornano dal fronte in una società attraversata da tensioni economiche e sociali, mentre la violenza, dopo quattro anni di guerra di massa, ha acquisito una legittimità e una familiarità prima impensabili.
Un ruolo centrale è attribuito alla costruzione del mito della “vittoria mutilata”. L’Italia ha vinto la guerra, ma una parte significativa dell’opinione pubblica nazionalista percepisce la pace come un tradimento dei sacrifici compiuti al fronte. Questa rappresentazione alimenta risentimento verso la classe politica liberale e contribuisce a delegittimare le istituzioni parlamentari. Il combattente e il reduce vengono contrapposti al politico, percepito come incapace, opportunista o traditore.
L’impresa di Fiume assume in questo quadro un’importanza particolare. Mondini la considera non soltanto un episodio di politica estera o di nazionalismo esasperato, ma anche un laboratorio politico e simbolico nel quale sopravvivono rituali, linguaggi e comportamenti propri della guerra. L’esperienza fiumana dimostra inoltre quanto sia diventato fragile il confine fra azione politica e insurrezione armata.
Parallelamente l’Italia viene attraversata dalla paura della rivoluzione. Il Biennio rosso, gli scioperi, le occupazioni delle fabbriche e le agitazioni nelle campagne alimentano nelle classi medie e nei proprietari il timore che anche in Italia possa ripetersi una rivoluzione sul modello bolscevico. Mondini mostra però come la percezione della minaccia sia importante almeno quanto la sua reale consistenza: la “grande paura” contribuisce a giustificare progressivamente l’impiego della violenza contro socialisti, sindacalisti e organizzazioni del movimento operaio.
È in questo ambiente che lo squadrismo fascista trova lo spazio per espandersi. Le squadre non vengono presentate soltanto come organizzazioni politiche, ma come gruppi armati che trasferiscono nella lotta interna metodi, simboli e mentalità propri dell’esperienza bellica. Ex combattenti e ufficiali hanno un ruolo importante, ma Mondini evita una spiegazione semplicistica che faccia coincidere automaticamente reduci e fascisti. Piuttosto, mostra come il fascismo riesca ad appropriarsi della memoria della guerra e a presentarsi come il legittimo erede della nazione combattente.
La violenza squadrista acquista così una funzione politica precisa. Assalti alle sedi socialiste, devastazioni, aggressioni e spedizioni punitive vengono rappresentati dai fascisti e accettati da una parte dell’opinione pubblica come una forma di violenza “necessaria”, destinata a ristabilire l’ordine. È uno dei passaggi più importanti del libro: la violenza fascista può prosperare perché progressivamente cessa di essere percepita da una parte della società e degli apparati statali come una violenza illegittima.
Mondini dedica quindi particolare attenzione al comportamento dello Stato liberale, delle forze dell’ordine e dell’esercito. Il successo fascista non deriva soltanto dalla forza delle squadre, ma anche dall’incapacità – e in diversi casi dalla mancanza di volontà – delle istituzioni di opporsi efficacemente ad esse. Lo Stato conserva una superiorità militare schiacciante rispetto alle milizie fasciste, ma la sua autorità viene progressivamente erosa dalla tolleranza, dalle complicità e dalla convinzione diffusa che il fascismo possa essere utilizzato contro il movimento socialista e successivamente normalizzato.
Questo punto prepara l’interpretazione della Marcia su Roma. Mondini ridimensiona fortemente l’immagine, costruita successivamente dalla propaganda fascista, di una travolgente insurrezione militare capace di conquistare la capitale. Le squadre fasciste presentano seri limiti organizzativi e militari e difficilmente avrebbero potuto prevalere in uno scontro aperto con un esercito deciso a difendere lo Stato. Anche episodi precedenti, nei quali gli squadristi incontrarono una resistenza organizzata, ne avevano mostrato la vulnerabilità.
La conquista del potere è dunque soprattutto il risultato di una crisi politica e istituzionale. Nell’ottobre 1922 il governo Facta tenta di reagire, ma l’incertezza delle autorità e soprattutto la decisione di Vittorio Emanuele III di non procedere contro i fascisti rendono possibile il successo dell’operazione. Il 30 ottobre il re affida a Mussolini l’incarico di formare il governo.
La Marcia su Roma diventerà successivamente, attraverso la propaganda del regime, il mito fondativo della “rivoluzione fascista”. Mondini ne restituisce invece il carattere assai meno eroico: più che una vittoria militare degli squadristi, fu il risultato della resa politica delle istituzioni liberali di fronte a una minaccia che lo Stato possedeva ancora i mezzi materiali per reprimere.
La tesi centrale
Il nucleo interpretativo del libro può essere sintetizzato così:
il fascismo italiano non nasce semplicemente dalla crisi economica e politica del dopoguerra, ma dall’incapacità della società italiana di uscire culturalmente dalla Prima guerra mondiale.
La guerra ha normalizzato la violenza, radicalizzato il linguaggio politico, prodotto nuovi miti nazionali e reso plausibile l’idea che l’avversario politico possa essere trattato come un nemico da eliminare. Il fascismo riesce a raccogliere e organizzare questa eredità, trasformando la guerra esterna del 1915-1918 in una sorta di guerra interna contro gli italiani considerati estranei o ostili alla nazione.
È per questo che il sottotitolo “Il fascismo e la guerra mai finita” è la vera chiave interpretativa dell’intero volume. Una recensione accademica ha sottolineato proprio l’originalità e la coerenza di questa impostazione, osservando significativamente che Mondini arriva allo squadrismo soltanto a metà del libro: prima deve spiegare la società e la cultura politica che lo hanno reso possibile.
Struttura del volume
La costruzione del libro conferma perfettamente questa impostazione. Dopo l’introduzione “Una guerra che non è mai finita”, Mondini sviluppa otto capitoli:
1. Ritornare a lumi spenti – il ritorno dalla guerra, la celebrazione della vittoria e la nascita del mito della vittoria mutilata.
2. Il mondo alla rovescia – la permanenza della cultura della guerra e l’esperienza di Fiume.
3. La grande paura – conflitti sociali e timori rivoluzionari.
4. Le forze vive della nazione – la militarizzazione della lotta politica e l’emergere della reazione antisocialista.
5. Anatomia dello squadrismo – composizione, organizzazione e cultura delle squadre fasciste.
6. La patria riconoscente – consenso, legittimazione della violenza e appropriazione fascista dei simboli nazionali.
7. Lo Stato che non c’è – debolezza delle istituzioni e atteggiamento dell’esercito.
8. “Ma quale indegna commedia” – la crisi finale dell’ottobre 1922 e la Marcia su Roma.
Seguono le conclusioni, le note e l’indice dei nomi.
Valutazione storiografica
Livello: specialistico/divulgazione storica alta
Approccio: storia politica, militare, sociale e culturale
Taglio: interpretativo
Utilità per la biblioteca: molto alta
Il punto di forza è proprio quello di non raccontare il fascismo partendo dal fascismo. Mondini parte dalla Grande Guerra e dimostra come molti elementi apparentemente nuovi dello squadrismo abbiano radici nella mobilitazione bellica, nella cultura del combattentismo e nella progressiva legittimazione della violenza.

Roma 1944
- Autore
- Periodo
- Storia Contemporanea
- Sotto periodo
- Seconda guerra mondiale
Pubblicato originariamente nella collana storica del quotidiano "La Repubblica", questo volume ricostruisce uno dei periodi più cupi, drammatici e cruciali della storia della Capitale: i nove mesi di occupazione nazi-fascista, dall'armistizio dell'8 settembre 1943 fino alla tanto attesa liberazione da parte degli Alleati il 4 giugno 1944. L'opera si addentra nella quotidianità di una "Città Aperta" solo di nome, in realtà piegata dalla fame, dai bombardamenti, dal mercato nero e dal terrore imposto dalle SS di Herbert Kappler e dalle milizie fasciste collaborazioniste. Il testo ripercorre le tappe fondamentali e i traumi che hanno sfregiato Roma: il rastrellamento del Ghetto ebraico del 16 ottobre 1943, le torture nella prigione di via Tasso, le azioni coraggiose della Resistenza romana (i GAP e il Fronte Militare Clandestino), culminando nel fatale attentato di via Rasella e nella conseguente, spietata rappresaglia delle Fosse Ardeatine. Attraverso testimonianze, cronache dell'epoca e documenti storici, il libro restituisce la tensione morale e materiale di una città in bilico tra la disperazione e il riscatto, offrendo un affresco corale di oppressori, eroi silenziosi, delatori e cittadini comuni in attesa dell'arrivo della Quinta Armata americana.

Roma o morte
- Autore
- Gustav Seibt
- Periodo
- Storia Contemporanea
- Sotto periodo
- Risorgimento
Pubblicato da Garzanti e firmato da Gustav Seibt, insigne storico e critico letterario tedesco, "Roma o morte" rappresenta un saggio di straordinaria lucidità e originalità che ricostruisce il biennio cruciale 1869-1870, culminato con la presa di Roma e il completamento dell'unificazione italiana. L'autore adotta una prospettiva profondamente europea, analizzando la "Questione Romana" non solo come un affare interno della penisola, ma come un nodo geopolitico che coinvolgeva direttamente gli equilibri del continente, in particolare la fragilità del Secondo Impero di Napoleone III e l'ascesa inarrestabile della Prussia di Bismarck.
Il libro segue con passo narrativo avvincente e rigoroso i mesi drammatici del Concilio Vaticano I, lo scoppio della guerra franco-prussiana che spazzò via il protodiffensivo francese su Roma, e l'azione risolutiva del governo italiano guidato da Lanza e Sella. Seibt dimostra come la conquista della capitale non fosse affatto un epilogo scontato o indolore, ma il risultato di calcoli rischiosi, pressioni diplomatiche serrate, tentennamenti istituzionali e l'eterna spinta del volontarismo garibaldino, restituendo un quadro storico di altissimo profilo sulla nascita della Roma capitale moderna.

Roma Risorta
- Autore
- Peter Heather
- Sotto periodo
- Impero romano d'Oriente
Seguito ideale de 'La caduta dell'impero Romano', questo saggio di Peter Heather indaga l'eredità incancellabile di Roma. Dopo la scomparsa dell'Impero d'Occidente, il fantasma della sua grandezza continuò a ossessionare i sovrani successivi. L'autore analizza i tre grandi tentativi di "restaurazione" (o renovatio imperii): quello del re goto Teodorico, quello sanguinoso e parziale dell'imperatore bizantino Giustiniano, e quello di Carlo Magno. Ma la tesi più affascinante del libro è che l'unico vero erede capace di ricostruire un dominio universale sulle rovine di Roma fu il Papato. Attraverso l'autorità spirituale, il diritto canonico e il latino, i pontefici romani forgiarono un nuovo tipo di impero senza legioni, destinato a plasmare l'Europa medievale e moderna.

Roma tradita. Settembre 1943, la mancata difesa e l’occupazione tedesca
- Autore
- Elena Aga Rossi
- Periodo
- Storia Contemporanea
- Sotto periodo
- Seconda guerra mondiale (1939-1945)
Il volume ricostruisce le drammatiche vicende di Roma dopo l'8 settembre 1943, analizzando le ragioni politiche e militari della mancata difesa della capitale e della successiva occupazione tedesca. Elena Aga Rossi, tra le maggiori studiose di questo periodo, utilizza un'ampia documentazione italiana e tedesca per chiarire responsabilità, decisioni e omissioni delle autorità civili e militari. Il libro affronta il crollo dello Stato monarchico, la fuga del re e del governo, il comportamento dell'esercito e le conseguenze per la popolazione romana. L'opera costituisce un riferimento fondamentale per comprendere uno dei momenti più controversi della storia italiana del Novecento.

Roma. Il sacco del 1527
- Autore
- Antonio Forcellino
- Periodo
- Storia Moderna
- Sotto periodo
- Guerre d'Italia
Il 6 maggio 1527, la Roma rinascimentale, simbolo di potere e splendore, crolla sotto la furia devastante dei Lanzichenecchi. La città eterna viene saccheggiata e distrutta, segnando l'inizio della sua emarginazione politica e militare. Un evento che sconvolse l'Europa e la cui eco risuona ancora oggi, a cinquecento anni di distanza. Antonio Forcellino, il più illustre restauratore italiano e uno dei massimi esperti di arte rinascimentale, ci conduce in un viaggio straordinario tra le pieghe di questa tragedia collettiva.

Sangue e rovine
- Autore
- Richard Overy
- Periodo
- Storia Contemporanea
- Sotto periodo
- Seconda guerra mondiale
Un'opera storiografica epocale. In "Sangue e rovine", il grande storico britannico Richard Overy ridefinisce radicalmente i contorni spaziali e temporali della Seconda Guerra Mondiale. Overy abbandona la narrazione tradizionale eurocentrica (1939-1945) per inquadrare il conflitto come "L'ultima grande guerra imperiale", iniziata già nel 1931 con l'invasione giapponese della Manciuria. Il saggio dimostra come la guerra sia scaturita non solo dalla folle ideologia hitleriana, ma dal brutale tentativo delle "nazioni non abbienti" (Germania, Italia, Giappone) di costruirsi immensi imperi territoriali in netto ritardo rispetto alle potenze coloniali classiche (Gran Bretagna e Francia). Un'analisi profonda e globale che intreccia storia militare, logistica industriale e motivazioni ideologiche (razzismo, darwinismo sociale), restituendo un affresco terrificante del collasso dell'ordine mondiale.

Sbagliando si impara
- Autore
- Accademia della Crusca
- Periodo
- Linguistica
- Sotto periodo
- Lingua italiana
- Tema
- Cultura e idee
Pubblicato da Mondadori e curato dall'Accademia della Crusca — la più antica e autorevole istituzione accademica dedicata alla salvaguardia e allo studio della lingua italiana — "Sbagliando si impara" è un saggio brillante, accessibile e rigoroso che affronta i dubbi più comuni, le incertezze grammaticali e i falsi miti linguistici che accompagnano quotidianamente chi parla e scrive in italiano. Il volume prende le mosse dagli errori più frequenti (nell'ortografia, nella sintassi, nell'uso dei verbi, della punteggiatura e dei forestierismi) non per erigere cattedre di severo purismo, ma per trasformare lo sbaglio in una preziosa occasione di apprendimento e consapevolezza.
Attraverso esempi concreti tratti dalla lingua parlata, dai media e dalla scrittura digitale, gli accademici della Crusca guidano il lettore alla scoperta delle dinamiche evolutive dell'italiano contemporaneo. L'opera dimostra come la lingua sia un organismo vivo, flessibile e in continua trasformazione, in cui la norma grammaticale si concilia con l'uso reale, offrendo uno strumento indispensabile per padroneggiare con sicurezza ed eleganza il nostro patrimonio linguistico.

Scacco alla pace
- Autore
- Maurizio Serra
- Periodo
- Storia Contemporanea
- Sotto periodo
- Guerra fredda
Pubblicato originariamente dalla casa editrice I Colibrì, "Scacco alla pace" di Maurizio Serra – eminente diplomatico di carriera, storico e accademico di Francia – rappresenta una delle analisi più raffinate, penetranti e malinconiche del fallimento della diplomazia europea durante il periodo tra le due guerre mondiali. Il saggio si concentra sui mesi decisivi e sulle trattative convulse che precedettero lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, tracciando al contempo il bilancio implacabile della dissoluzione dell'ordine europeo uscito da Versailles.
Serra indaga con acume psicologico e rigore documentario i limiti e le colpe delle grandi cancellerie democratiche (Gran Bretagna e Francia) e dei loro leader, evidenziando come la ricerca esasperata e a ogni costo della pace – sfociata nella politica dell'appeasement – si sia trasformata in una fatale debolezza di fronte al dinamismo spietato e aggressivo dei regimi totalitari, in particolare la Germania nazista di Hitler. Attraverso ritratti d'autore intensi e ricchi di sfumature, l'autore analizza le personalità, le illusioni e gli errori di calcolo dei grandi protagonisti dell'epoca diplomatica, da Pierre Laval a Neville Chamberlain, mostrando come l'idealismo della Società delle Nazioni si sia infranto contro il cinismo della realpolitik. Un saggio di storia diplomatica e politica di altissimo profilo, che riflette sulla fragilità strutturale delle democrazie quando devono fronteggiare la violenza radicale e il rifiuto dei trattati internazionali.

Scipione e Annibale
- Autore
- Giovanni Brizzi
- Periodo
- Storia Antica
- Sotto periodo
- Seconda guerra punica
Pubblicato da Laterza e firmato da Giovanni Brizzi, uno dei massimi storici militari e antichisti italiani (già professore all'Università di Bologna), "Scipione e Annibale. L' guerra contro Roma" è un saggio storico magistrale, avvincente e rigoroso dedicato al più grande duello strategico e politico del mondo antico. Il volume analizza la Seconda Guerra Punica non solo come scontro d'armi tra Roma e Cartagine, ma come il supremo confronto tra due personalità eccezionali e speculari: da un lato Annibale Barca, il geniale stratega cartaginese capace di tenere in scacco le legioni romane per sedici anni sul loro stesso suolo; dall'altro Publio Cornelio Scipione (l'Africano), il giovane generale romano che seppe studiare e superare il nemico sul suo stesso terreno, sconfiggendolo nella decisiva battaglia di Zama.
Brizzi intreccia con straordinaria abilità narrativa l'analisi tattica delle battaglie (da Canne a Zama), la geopolitica del Mediterraneo antico e la psicologia dei due comandanti, svelando come questo scontro titanico abbia segnato la svolta decisiva in cui Roma si è trasformata da potenza regionale a dominatrice incontrastata del mondo mediterraneo.

SPQR
- Autore
- Mary Beard
- Periodo
- Storia di Roma
- Sotto periodo
- Storia di Roma (generale)
- Tema
- Storia generale
Un caso editoriale globale che ha saputo rivoluzionare la percezione pubblica della storia romana. Con 'SPQR', la celebre studiosa di Cambridge Mary Beard offre una sintesi straordinaria del primo millennio di Roma, partendo dalle umili origini villanoviane fino al 212 d.C., anno in cui Caracalla, con la Constitutio Antoniniana, estese la cittadinanza a tutti gli abitanti liberi dell'Impero (un traguardo inimmaginabile per le antiche poleis greche).
Il tratto distintivo e geniale del libro è la sua volontà di 'scrivere la storia dal basso'. La Beard decostruisce il mito dei 'grandi uomini' (pur dedicando pagine folgoranti all'analisi critica del conflitto tra Cicerone e Catilina, smontando la versione a senso unico finora tramandata), per dare finalmente voce alle categorie spesso escluse dalla storia monumentale: donne, schiavi, stranieri, artigiani, soldati semplici e provinciali. Attraverso decine di iscrizioni funerarie, papiri, lettere e graffiti (come quelli di Pompei), l'autrice ci porta dentro le vere case dei Romani, esplorandone paure, umorismo, condizioni abitative e aspettative di vita. Un libro magistrale che insegna a guardare al passato con spirito critico, smascherando come i Romani abbiano sapientemente inventato e manipolato i propri miti.

Storia d’Italia nella guerra fascista
- Autore
- Giorgio Bocca
- Periodo
- Storia Contemporanea
- Sotto periodo
- Seconda guerra mondiale
Giorgio Bocca, uno dei più grandi giornalisti e storici contemporanei italiani, offre in questo volume un resoconto lucido, spietato e profondamente critico della partecipazione dell'Italia alla Seconda Guerra Mondiale (1940-1943). Divenuto un classico della storiografia nazionale, il libro scardina le narrazioni autoassolutorie del dopoguerra per mettere a nudo l'impreparazione strutturale, la retorica vuota e le colpe imperdonabili del regime fascista e della monarchia sabauda. Attraverso una mole impressionante di documenti, diari e memorie dell'epoca, Bocca descrive il dramma di un Paese trascinato nel baratro da un dittatore accecato dalle proprie illusioni imperiali (la "guerra parallela") e da una classe dirigente militare e politica inetta e complice. L'autore analizza le disastrose campagne militari – dalle Alpi alla Grecia, dal deserto nordafricano alle nevi della Russia – non solo sotto il profilo strategico, ma sottolineando soprattutto lo scollamento abissale tra le alte gerarchie e la massa dei soldati semplici, mandati al macello con equipaggiamenti ridicoli. Un saggio imprescindibile che fonde il rigore dell'indagine storica con la passione civile e la brillantezza di una prosa incalzante, restituendo il quadro clinico di un'Italia travolta dal fallimento totale del fascismo, fino al traumatico epilogo dell'armistizio.

Storia d’Italia: La società medievale e le corti del rinascimento
- Autore
- Autori vari (AA.VV.)
- Periodo
- Storia Medievale
- Sotto periodo
- Transizione Medioevo-Rinascimento
Questo volume, che fa parte della prestigiosa e monumentale collana della Storia d'Italia edita da Einaudi, raccoglie i contributi dei massimi specialisti italiani e internazionali. Si tratta di un'opera di immenso valore che analizza la complessa transizione dall'Italia policentrica dei Comuni e delle Signorie alla sfavillante, ma politicamente fragile, civiltà delle corti rinascimentali. Attraverso saggi densi e articolati, il libro indaga le strutture profonde dell'economia mercantile e agraria, i sistemi di potere, la storia del diritto e delle istituzioni, le dinamiche sociali e l'eccezionale fioritura artistica, letteraria e del pensiero umanistico. Particolare attenzione è dedicata all'ambiente della 'corte' non solo come centro di potere politico e di mecenatismo, ma come vero e proprio laboratorio culturale, spazio di elaborazione di modelli di comportamento (il 'cortegiano') e di propaganda, che influenzeranno tutta l'Europa moderna.

Storia d’Italia: la società medievale e le corti del Rinascimento
- Autore
- Autori vari (AA.VV.)
- Periodo
- Storia Medievale e Moderna
- Sotto periodo
- Transizione Medioevo-Rinascimento
Come nel volume Einaudi analogo (ID 26), questo testo affronta il cruciale periodo di snodo della storia d'Italia, focalizzandosi sul passaggio dalla frammentazione dinamica dei Comuni medievali al consolidamento delle corti rinascimentali. Il libro traccia un percorso che illustra le radicali trasformazioni sociali, il declino delle antiche solidarietà cittadine in favore dei poteri signorili, e il trionfo del nuovo modello culturale dell'Umanesimo. Mettendo in luce i profondi cambiamenti nel diritto, nell'economia e nel mecenatismo, l'opera descrive in che modo l'Italia forgiò un modello politico e artistico di eccellenza, fondato sulla corte e sulla diplomazia, che da lì a poco sarebbe stato imitato in tutta Europa, pur nascondendo una fragilità strutturale fatale dinanzi agli Stati nazionali.

Storia d’Italia. Annali 1. Dal feudalesimo al capitalismo
- Periodo
- Storia Medievale e Moderna
- Sotto periodo
- Transizione dal feudalesimo al capitalismo
Pubblicato da Einaudi e curato da due giganti della storiografia economica e sociale come Ruggiero Romano e Corrado Vivanti, il primo volume degli "Annali" della celebre *Storia d'Italia Einaudi* intitolato "Dal feudalesimo al capitalismo" costituisce un pilastro fondamentale, enciclopedico e di altissimo rigore scientifico della storiografia italiana del Novecento. L'opera affronta uno dei nodi teorici ed empirici più complessi e dibattuti della storia economica: la lunga e tormentata transizione dalle strutture socio-economiche di stampo feudale alle prime forme del capitalismo moderno nell'area italiana ed europea.
Attraverso contributi di autorevoli studiosi (tra cui storici, economisti e sociologi), il volume analizza con un approccio multidisciplinare e marxista-strutturalista l'evoluzione della proprietà fondiaria, lo sviluppo e la crisi delle signorie rurali, la trasformazione delle tecniche agricole, l'ascesa dei mercati urbani e delle manifatture, nonché le modificazioni nei rapporti di classe e nelle strutture demografiche e istituzionali. Un'opera monumentale e imprescindibile per comprendere le radici economiche e sociali dello sviluppo storico della penisola.

Storia d’Italia. Annali 2/1. L’immagine fotografica 1845-1945
- Periodo
- Storia Contemporanea
- Sotto periodo
- Italia 1845-1945
- Tema
- Cultura e idee
Pubblicato da Einaudi all'interno della prestigiosa collana degli "Annali" della *Storia d'Italia* e curato da due maestri della storia culturale e della storia dell'arte come Carlo Bertelli e Giulio Bollati, il primo tomo del volume "L'immagine fotografica 1845-1945" costituisce un'opera pionieristica, monumentale e di straordinario valore storiografico. Il testo esplora per la prima volta in modo sistematico l'avvento e la diffusione della fotografia in Italia dal Risorgimento alla caduta del fascismo, elevando l'immagine visiva da semplice illustrazione a vera e propria fonte primaria per la ricerca storica, sociologica e antropologica.
Attraverso saggi critici di altissimo profilo e una ricchissima selezione iconografica, il volume analizza come la fotografia abbia documentato, plasmato e manipolato la percezione della realtà italiana: dai ritratti della borghesia ottocentesca alle prime documentazioni delle condizioni di vita delle classi subalterne e del mondo rurale, dalla propaganda visiva del regime fascista fino alla drammatica documentazione della Seconda guerra mondiale e della Resistenza. Un'indagine magistrale sulla memoria visiva del paese e sulle trasformazioni dell'immaginario collettivo nell'Italia contemporanea.

Storia d’Italia. Annali 2/2. L’immagine fotografica 1845-1945
- Periodo
- Storia Contemporanea
- Sotto periodo
- Italia 1845-1945
- Tema
- Cultura e idee
Pubblicato da Einaudi come secondo tomo del volume degli "Annali" della *Storia d'Italia* intitolato "L'immagine fotografica 1845-1945" e sempre curato da Carlo Bertelli e Giulio Bollati, questo secondo tomo completa la monumentale ricognizione e archiviazione visiva della storia italiana contemporanea. L'opera prosegue e approfondisce l'analisi critica dell'uso della fotografia come documento storico, concentrandosi sull'evoluzione dei paesaggi urbani e rurali, sulle trasformazioni del mondo del lavoro e dell'industrializzazione, sulle forme della socialità e della vita quotidiana, nonché sull'impatto dei grandi eventi collettivi, delle crisi belliche e delle propagande ideologiche del Novecento.
Attraverso un vastissimo e straordinario repertorio di immagini fotografiche inedite o rare, accompagnate da rigorosi saggi di approfondimento storico, estetico e sociologico, il volume restituisce spessore e complessità alla memoria visiva del paese. Un'opera fondamentale che illumina le dinamiche profonde della modernizzazione italiana attraverso gli occhi, i volti, i luoghi e le ferite catturate dall'obiettivo fotografico tra il Risorgimento e la fine della Seconda guerra mondiale.

Storia d’Italia. Annali 3. Scienza e tecnica nella cultura e nella società dal Rinascimento a oggi
- Sotto periodo
- Dal Rinascimento all'età contemporanea
- Tema
- Cultura e idee
Pubblicato da Einaudi e curato dallo storico della scienza Gianni Micheli, il terzo volume degli "Annali" della celebre *Storia d'Italia* (diretta da Corrado Vivanti e Ruggiero Romano) rappresenta un contributo pionieristico e fondamentale per comprendere l'evoluzione del pensiero e della pratica scientifica nella penisola. Intitolato "Scienza e tecnica nella cultura e nella società dal Rinascimento a oggi", l'opera colma una lacuna cronica della storiografia tradizionale — spesso incentrata in modo esclusivo sulle dimensioni umanistiche, artistiche e politico-militari — restituendo alla scienza e alla tecnica il loro ruolo cruciale di motori dello sviluppo materiale, intellettuale ed economico.
Attraverso una serie di saggi rigorosi e di ampio respiro firmati da autorevoli specialisti, il volume esplora l'intreccio inestricabile tra sapere teorico e applicazioni pratiche, analizzando la nascita delle accademie scientifiche, l'evoluzione delle professioni tecniche (medici, ingegneri, agronomi) e l'impatto delle innovazioni sull'apparato produttivo. Dal fervore ingegneristico del Rinascimento e dalla Rivoluzione scientifica galileiana, passando per le resistenze istituzionali e i ritardi accumulati tra Sei e Settecento, fino alle complesse e faticose rincorse dell'industrializzazione nell'Otto e Novecento, l'opera offre uno spaccato lucido e imprescindibile sulle alterne fortune della modernizzazione tecno-scientifica italiana e sui complessi legami tra cultura materiale, egemonia accademica e potere politico.