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Azzera
19 libri trovati
Copertina di 1177 a.C.

1177 a.C.

Sotto periodo
Vicino Oriente

Pubblicato da Bollati Boringhieri e firmato da Erik H. Cline, celebre archeologo e professore alla George Washington University, "1177 a.C. Il collasso della civiltà" (*1177 B.C.: The Year Civilization Collapsed*) è un saggio storico e archeologico avvincente, rigoroso e di straordinario successo internazionale. Il volume ricostruisce uno dei momenti più drammatici e misteriosi della storia antica: la catastrofe sistemica che, attorno al 1177 a.C., provocò nel giro di pochi decenni la dissoluzione quasi simultanea delle grandi potenze del Mediterraneo orientale e del Vicino Oriente — dai Micenei agli Ittiti, dagli Egizi ai Minoici e ai regni di Canaan e dell'isola di Cipro.

Cline adotta una prospettiva di storia globale e sistemica, dimostrando come quel collasso non fu causato da un unico fattore, ma da una complessa e fatale combinazione di crisi interconnesse: invasioni e scorrerie dei misteriosi "Popoli del Mare", sconvolgimenti climatici e siccità prolungate, terremoti catastrofici (la cosiddetta *earthquake storm*), sommosse interne, interruzioni delle rotte commerciali e collasso economico generalizzato. Un'opera fondamentale che suona anche come un ammonimento attuale sulla fragilità delle grandi reti di interdipendenza globale.

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Copertina di Ai confini degli antichi imperi

Ai confini degli antichi imperi

Autore
Owen Rees
Sotto periodo
Vicino Oriente

Pubblicato da Bollati Boringhieri e firmato da Owen Rees, storico e ricercatore specializzato in storia antica e militare, "Ai confini degli antichi imperi. Zone di frontiera e guerre di confine nel Vicino Oriente antico" è un saggio rigoroso e affascinante che ribalta la prospettiva tradizionale incentrata unicamente sui grandi centri di potere (le capitali, i palazzi reali e i monumenti). L'autore sposta lo sguardo verso le periferie e le zone di confine, dimostrando come queste terre di nessuno o di passaggio non fossero margini insignificanti, bensì laboratori vivissimi di interazione culturale, scambi commerciali, diplomazia e conflittualità permanente.

Rees analizza come imperi colossali come quelli assiro, babilonese, hittita ed egizio gestissero, militarono e difesero i propri confini, svelando che la forza di una civiltà antica dipendeva in gran misura dalla sua capacità di controllare, integrare o negoziare con le popolazioni di frontiera. Un'opera che offre una chiave di lettura innovativa e profonda sulle dinamiche di potere, geopolitica e identità nel mondo antico.

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Copertina di Alexandros

Alexandros

Aléxandros è la grande ricostruzione narrativa con cui Valerio Massimo Manfredi trasforma la vita di Alessandro Magno in un’epopea storica. Non racconta soltanto le campagne militari del conquistatore, ma cerca soprattutto di ricostruire la formazione dell’uomo Alessandro, la nascita della sua concezione del potere e la progressiva trasformazione del giovane principe macedone in sovrano universale.

1. Il figlio del sogno

La prima parte è dedicata alla giovinezza di Alessandro e al mondo nel quale cresce. Al centro stanno le due figure che ne determinano profondamente la personalità: Filippo II, padre, re e grande artefice della potenza macedone, e Olimpiade, madre carismatica, religiosa e profondamente convinta dell’eccezionalità del figlio.

Alessandro viene educato nella cultura greca e nel mito eroico. Achille diviene uno dei suoi principali modelli ideali. La formazione con Aristotele contribuisce a costruire un giovane principe che unisce cultura, ambizione politica e vocazione guerriera.

Manfredi ricostruisce parallelamente l’ascesa della Macedonia di Filippo II, la subordinazione delle poleis greche e le tensioni interne alla corte macedone.

L’assassinio di Filippo nel 336 a.C. porta Alessandro, appena ventenne, sul trono. Dopo aver consolidato il proprio potere e represso le rivolte greche — culminate nella distruzione di Tebe — il giovane re può dare inizio al progetto già concepito dal padre: la spedizione contro l’Impero persiano.

È il momento nel quale termina la formazione del principe e comincia la leggenda del conquistatore.

2. Le sabbie di Amon

Il secondo romanzo è dominato dalla grande campagna asiatica.

Alessandro attraversa l’Ellesponto e porta la guerra nel territorio persiano. Le vittorie del Granico, di Isso e successivamente la conquista delle città fenicie mostrano progressivamente la superiorità militare dell’esercito macedone.

Ma Manfredi non riduce questa fase a una successione di battaglie. Il viaggio verso Oriente modifica Alessandro. Il re comincia a concepire la propria impresa non semplicemente come una guerra di vendetta dei Greci contro i Persiani, ma come qualcosa di molto più grande.

La conquista dell’Egitto rappresenta uno dei passaggi decisivi. Alessandro fonda Alessandria e raggiunge attraverso il deserto l’oasi di Siwa, dove consulta l’oracolo di Amon. Il rapporto con il divino diventa sempre più importante nella costruzione della sua identità.

Il giovane re che aveva attraversato l’Ellesponto come comandante dei Macedoni sta progressivamente diventando un sovrano universale, convinto che la propria missione trascenda i confini della Macedonia e della Grecia.

3. Il confine del mondo

La terza parte porta questa trasformazione alle sue conseguenze estreme.

Alessandro sconfigge definitivamente Dario III, occupa Babilonia, Susa e Persepoli e provoca il crollo dell’Impero achemenide. Ma proprio nel momento della vittoria assoluta emerge il problema fondamentale: che cosa fare dell’impero conquistato?

Alessandro non vuole semplicemente sostituire un dominio macedone a quello persiano. Cerca progressivamente di integrare Macedoni, Greci e Persiani all’interno di una nuova struttura politica.

È qui che Manfredi individua uno degli aspetti più affascinanti del personaggio: Alessandro comincia a immaginare un mondo nel quale la tradizionale contrapposizione fra Greci e “barbari” venga superata. La stessa presentazione ufficiale del terzo volume sottolinea questo progetto di un mondo senza greci né barbari e di una patria comune.

Ma questa trasformazione provoca tensioni crescenti con i suoi compagni macedoni.

L’adozione di costumi persiani, l’integrazione delle élite orientali e la crescente sacralizzazione della monarchia vengono percepite da molti veterani come un tradimento delle tradizioni macedoni.

Parallelamente cambia anche Alessandro. Il giovane comandante che combatteva accanto ai propri uomini diventa progressivamente più autoritario, sospettoso e isolato. Gli episodi di Filota, Parmenione e Clito mostrano il lato oscuro del potere assoluto.

La conquista continua attraverso l’Asia centrale e quindi verso l’India. Alessandro sembra incapace di fermarsi: ogni confine raggiunto ne rivela uno nuovo.

Ma sull’Ifasi l’esercito rifiuta di proseguire.

È uno dei momenti simbolicamente più importanti dell’intera trilogia: per la prima volta il sogno di Alessandro incontra un limite che neppure la sua volontà può superare.

Il ritorno attraverso territori difficilissimi, le perdite subite e infine la morte di Efestione, l’amico più vicino, accentuano la solitudine del sovrano.

Rientrato a Babilonia, Alessandro progetta nuove spedizioni e una nuova organizzazione dell’impero. Ma nel 323 a.C., a soli trentadue anni, si ammala e muore.

Il progetto rimane incompiuto.

L’uomo scompare proprio mentre il mito comincia.

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Tesi centrale dell’opera

Pur essendo un romanzo e non un saggio storico, Aléxandros possiede una precisa interpretazione della figura di Alessandro.

Per Manfredi, Alessandro non è soltanto il più grande conquistatore dell’antichità, ma un uomo progressivamente dominato dall’idea di superare ogni limite: geografico, politico, culturale e infine umano.

La conquista militare diventa quindi soltanto una dimensione della sua vicenda.

Dietro di essa emerge un progetto molto più ambizioso: costruire un impero capace di fondere Oriente e Occidente e superare la tradizionale distinzione greca fra Elleni e barbari.

Ed è proprio la grandezza del progetto a contenere il germe della tragedia: più Alessandro si avvicina alla dimensione universale del proprio sogno, più si allontana dagli uomini che lo hanno accompagnato.

Il conquistatore del mondo finisce così per diventare prigioniero della propria grandezza.

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Struttura narrativa

La trilogia presenta una struttura quasi perfettamente biografica:

formazione → conquista → apogeo → trasformazione → isolamento → limite → morte.

Manfredi alterna grandi eventi storici, battaglie, viaggi, descrizioni geografiche, rapporti personali e momenti più intimi.

Il risultato è una narrazione fortemente cinematografica, nella quale la documentazione storica costituisce l’impalcatura sulla quale viene costruita la dimensione romanzesca.

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Personaggi principali

Alessandro Magno – protagonista assoluto; guerriero, sovrano, visionario e progressivamente figura tragica.

Filippo II – padre di Alessandro e vero costruttore della potenza militare macedone.

Olimpiade – madre di Alessandro; figura potentissima nella formazione psicologica e religiosa del figlio.

Aristotele – maestro del giovane principe e simbolo della cultura greca che Alessandro porterà con sé in Oriente.

Efestione – amico più intimo e compagno inseparabile di Alessandro.

Dario III – Gran Re persiano e principale antagonista politico della prima parte della conquista.

Parmenione – grande generale macedone, rappresentante della vecchia generazione militare di Filippo.

Clito il Nero – compagno e ufficiale macedone, la cui tragica morte diventa simbolo della trasformazione di Alessandro.

Roxane – principessa della Battriana e moglie di Alessandro.

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Attendibilità e valore storico

Qui è importante distinguere nettamente la natura dell’opera.

Aléxandros non è una biografia scientifica di Alessandro Magno. È un romanzo storico.

Manfredi, però, possiede una formazione da archeologo e costruisce la narrazione su una solida conoscenza del mondo antico. La successione generale degli eventi, le campagne militari, i luoghi, numerosi personaggi e gran parte del contesto politico derivano dalla tradizione storica su Alessandro.

Accanto a questi elementi compaiono inevitabilmente dialoghi ricostruiti, pensieri, motivazioni psicologiche, scene private e interpretazioni narrative.

La presenza di elementi leggendari non costituisce quindi un difetto dell’opera: fa parte consapevolmente della costruzione del personaggio di Alessandro, figura che già nell’antichità si collocava sul confine fra storia e mito.

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Copertina non disponibile

Atlante storico

Sotto periodo
Democrazia ateniese

Questo "Atlante storico", curato o introdotto da Luciano Canfora (o edito sotto la sua egida per Laterza), rappresenta uno strumento metodologico e visivo fondamentale per comprendere come lo spazio e la geografia abbiano plasmato gli eventi storici dall'antichità ai giorni nostri. Spesso lo studio della storia rischia di ridursi a una successione astratta di eventi se slegato dalla sua dimensione territoriale. L'opera colma questa lacuna attraverso centinaia di tavole cartografiche a colori di alta qualità, accompagnate da schede di approfondimento critico. Non si tratta solo di mostrare i confini cangianti di imperi (da quello persiano a quello macedone, da quello romano a quelli coloniali moderni), ma di illustrare le grandi dinamiche socio-economiche. Le mappe tracciano i flussi migratori delle popolazioni (le invasioni barbariche, le migrazioni celtiche), l'espansione e le vie del commercio (la Via della Seta, il commercio triangolare atlantico, le rotte delle spezie), la diffusione delle religioni mondiali (l'espansione del cristianesimo primitivo, le conquiste islamiche), e gli scenari strategici dei grandi conflitti mondiali. L'impostazione riflette l'attenzione alle dinamiche globali e macrostoriche, permettendo al lettore (studente o semplice appassionato) di visualizzare i rapporti di forza e le costanti geopolitiche che determinano il sorgere e il crollo delle civiltà, fornendo una chiave di lettura spaziale e materiale della storia umana.

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Copertina di Cartagine: un impero sul Mediterraneo

Cartagine: un impero sul Mediterraneo

Sotto periodo
Cartagine

Pubblicato da PCS e firmato da Enrico Acquaro, illustre storico, archeologo e massimo specialista italiano della civiltà fenicio-punica (già professore all'Università di Bologna e di Roma La Sapienza), "Cartagine: un impero sul Mediterraneo" rappresenta un saggio fondamentale, rigoroso e affascinante che restituisce giustizia storica a una delle civiltà più grandi e ingiustamente diffamate dell'antichità. Il volume ripercorre l'intera parabola della potenza cartaginese: dalle origini coloniali fenicie sulle coste tunisine alla fondazione della metropoli, fino alla drammatica distruzione avvenuta per mano romana nel 146 a.C. al termine delle guerre puniche.

Acquaro mette in luce la straordinaria vocazione talassocratica di Cartagine, la sua capillare rete di empori e rotte commerciali che univa l'intero Mediterraneo occidentale e atlantico, l'organizzazione politica e sociale, e la ricchezza di una cultura raffinata, aperta agli influssi orientali, greci e africani. Nel saggio, Roma non viene celebrata come l'inevitabile e luminosa dominatrice solitaria, bensì come la controparte di un grande impero mercantile e marittimo la cui eredità profonda ha continuato a plasmare il mondo antico.

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Copertina di Classici senza filtri

Classici senza filtri

Autore
Mary Beard

Pubblicato da Mondadori e firmato da Mary Beard, illustre professoressa emerita di studi classici all'Università di Cambridge e tra le storiche dell'antichità più celebri e autorevoli al mondo, "Classici senza filtri" è una raccolta di saggi brillante, provocatoria e di straordinaria vitalità intellettuale. Il volume ci accompagna in un viaggio illuminante attraverso la letteratura, il teatro, la filosofia e la storia di Grecia e Roma, spogliando i grandi autori della classicità (da Omero a Virgilio, da Cicerone a Ovidio) da ogni patina di polveroso accademismo o di intoccabile sacralità.

Con il suo stile inconfondibile, acuto, ironico e profondamente radicato nelle urgenze del presente, Beard dimostra come i classici non siano monumenti intoccabili da ammirare a distanza, ma interlocutori vivi, scomodi e complessi con cui continuare a dialogare sui grandi temi universali: il potere, la democrazia, il genere, la tirannide, la guerra e la ricerca della verità. Un'opera fondamentale che rinnova il piacere della lettura e restituisce alla classicità la sua originaria e dirompente forza sovversiva.

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Copertina di Enea, lo straniero

Enea, lo straniero

Sotto periodo
Origini e Monarchia

Pubblicato da Einaudi e firmato da Giuseppe Rizzi, raffinato studioso e dantista, "Enea, lo straniero" è un saggio suggestivo e profondo che offre una rilettura originale e di grande attualità della figura mitica di Enea, l'eroe troiano destinato per fato a fuggire dalle ceneri della sua patria distrutta per diventare il progenitore di Roma. Il volume esplora il tema centrale dell'esilio, dello sradicamento e dell'accoglienza, analizzando come Enea incarni l'archetipo dello straniero che attraversa il Mediterraneo non come conquistatore ostile, ma come cercatore di una nuova terra e di un nuovo destino.

Attraverso un fecondo dialogo tra la tradizione letteraria classica (con un focus particolare sull'Eneide virgiliana), il mito e le scoperte archeologiche, l'autore mostra come il racconto delle origini di Roma sia fondato sull'ibridazione culturale e sull'incontro (e talvolta scontro) fra popoli diversi. Un'opera che riflette sul senso dell'identità collettiva, sul valore dell'ospitalità e sul significato universale del viaggio e della fondazione.

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Copertina di Etruscologia

Etruscologia

Sotto periodo
Etruschi

Pubblicato da Hoepli e firmato da Massimo Pallottino, universalmente riconosciuto come il padre della moderna etruscologia e uno dei più grandi archeologi e storici dell'antichità del XX secolo, "Etruscologia" è l'opera fondamentale, enciclopedica e insuperata dedicata allo studio della civiltà etrusca. Il volume rappresenta un punto di riferimento assoluto per chiunque voglia accostarsi con rigore scientifico alla conoscenza di questo popolo enigmatico e fondamentale per le radici della storia italiana ed europea.

Pallottino supera definitivamente le antiche leggende e i luoghi comuni sull'origine misteriosa e isolata degli Etruschi, inserendo la loro parabola storica nel più ampio e dinamico contesto del Mediterraneo antico. L'autore intreccia magistralmente i dati archeologici, epigrafici, linguistici, religiosi, artistici e istituzionali, tracciando un quadro organico e dettagliato dell'evoluzione politica, economica e culturale dell'Etruria dalle origini villanoviane fino alla progressiva assimilazione nella sfera romana. Un capolavoro metodologico e storiografico di inestimabile valore.

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Copertina di Gli Assiri

Gli Assiri

Autore
Eckart Frahm

Pubblicato da Mondadori e firmato da Eckart Frahm, autorevole assirologo e professore alla Yale University, "Gli Assiri" (titolo originale *Assyria: The Rise and Fall of the World's First Empire*) è una narrazione storica magistrale, aggiornata e avvincente dedicata a quello che può essere legittimamente considerato il primo vero impero universale della storia umana. L'opera ripercorre la straordinaria e spesso spietata epopea della civiltà assira, dalle sue origini come dinamica città-stato commerciale attorno ad Assur nel III millennio a.C., fino alla sua vertiginosa espansione militare e al crollo improvviso e catastrofico avvenuto alla fine del VII secolo a.C. con la caduta di Ninive.

Frahm non si limita a ricostruire le cronache delle campagne militari e le gesta di sovrani implacabili e grandiosi come Tiglatpileser III, Sennacherib o Assurbanipal, ma scava a fondo nella sofisticata e complessa organizzazione dell'Impero. Il volume esplora le geniali innovazioni amministrative e logistiche, l'uso delle deportazioni di massa come strumento di ingegneria demografica, il sostrato religioso e l'inaspettato fervore intellettuale e culturale, culminato nella famosa Biblioteca di Ninive. Un saggio fondamentale che scardina lo stereotipo ottocentesco degli Assiri come semplici dominatori sanguinari, restituendo un ritratto a tutto tondo di una civiltà che ha forgiato il modello stesso di "impero", influenzando in modo indelebile i successivi domini babilonesi, persiani e romani.

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Copertina di Gli Etruschi in val padana

Gli Etruschi in val padana

Autore
Valerio Massimo Manfredi e Luigi Malnati

Gli Etruschi in Val Padana ricostruisce in modo organico la presenza etrusca nell'Italia settentrionale, superando l'immagine di una civiltà confinata alla sola Etruria tirrenica. Manfredi e Malnati seguono la formazione e lo sviluppo dell'Etruria padana attraverso l'incontro fra fonti letterarie e soprattutto dati archeologici, mostrando come la pianura del Po fosse parte integrante del sistema politico, economico e culturale etrusco. Il volume analizza le modalità dell'espansione e dell'insediamento, la nascita e l'organizzazione dei centri urbani, le necropoli, la cultura materiale e le trasformazioni delle comunità locali. Particolare rilievo assumono Felsina, l'etrusca Bologna, Marzabotto e i grandi nodi commerciali dell'Adriatico e della pianura, inseriti in una rete di scambi che collegava il Mediterraneo, il mondo greco, le popolazioni italiche e l'Europa transalpina. Gli autori ricostruiscono vie di comunicazione, traffici, rapporti culturali e dinamiche territoriali, evidenziando come l'identità etrusca padana non fosse una semplice replica di quella dell'Etruria centrale, ma il risultato di adattamenti e interazioni con realtà locali differenti. Ampio spazio è dedicato al confronto fra testimonianze antiche e risultati degli scavi, che consente di distinguere tradizioni, ipotesi e dati documentabili. Ne emerge un quadro dinamico dell'Italia preromana, nel quale la Val Padana appare come un'area strategica per comprendere l'espansione etrusca, la circolazione di uomini e merci e i processi che precedettero l'affermazione di Roma nell'Italia settentrionale. L'edizione Mondadori aggiorna il quadro alle più recenti acquisizioni archeologiche ed è particolarmente utile, nella Biblioteca FP, per approfondire le radici etrusche di Bologna e dell'Emilia-Romagna.

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Copertina di I persiani

I persiani

Sotto periodo
Impero achemenide

Lloyd Llewellyn-Jones propone una rilettura dell'Impero persiano fondata sulle fonti orientali e sulla più recente ricerca storiografica. Il volume supera gli stereotipi trasmessi dalla tradizione greca e restituisce la complessità politica, culturale e religiosa del più grande impero del Vicino Oriente antico. Vengono analizzati il sistema amministrativo, la corte, l'esercito, i rapporti con i popoli soggetti e le guerre con i Greci, mostrando il ruolo centrale dei Persiani nella storia del Mediterraneo e dell'Asia. È un'opera di riferimento per comprendere la civiltà achemenide.

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Copertina di io, Annibale

io, Annibale

Giovanni Brizzi dà voce ad Annibale in una biografia narrata in prima persona che coniuga rigore storico e capacità divulgativa. Attraverso il racconto del grande condottiero cartaginese vengono ripercorse le campagne militari contro Roma, la traversata delle Alpi, le grandi vittorie e la sconfitta finale. Il volume offre una ricostruzione fedele del contesto mediterraneo, evidenziando la personalità, la strategia e la visione politica di Annibale. Un'opera che avvicina il lettore a uno dei protagonisti assoluti della storia antica senza rinunciare alla solidità della ricerca.

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Copertina di L’Italia prima di Roma

L’Italia prima di Roma

Sotto periodo
Civiltà italiche

Pubblicato da Rizzoli e firmato da Paolo Giulierini, archeologo di chiara fama e noto direttore museale (già alla guida del prestigioso Museo Archeologico Nazionale di Napoli - MANN), "L'Italia prima di Roma" è un saggio affascinante, rigoroso e di grande ampiezza visiva che restituisce voce, dignità e centralità alle innumerevoli civiltà che popolarono la penisola italiana nei secoli precedenti l'egemonia di Roma. L'autore scardina la visione riduttiva e teleologica che vede nella storia italica solo una lunga e inesorabile marcia verso la conquista romana, svelando invece un mosaico straordinariamente ricco, vivace e complesso di popoli, culture e identità: dagli Etruschi ai Sanniti, dai Celti ai Veneti, dai Dauni ai Lucani, senza dimenticare lo splendore della Magna Grecia e le comunità nuragiche e picene.

Attraverso i dati più recenti e avanzati dell'indagine archeologica, Giulierini ricostruisce un'Italia che era già un crocevia pulsante di intensi scambi commerciali, contaminazioni artistiche, innovazioni tecnologiche e conflitti politici. Un viaggio imperdibile alla scoperta delle radici profonde, plurali e multiformi della civiltà mediterranea ed europea.

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Copertina di La caduta di Roma. La lunga fine di una superpotenza dalla morte di Marco Aurelio fino al 476 d. C.

La caduta di Roma. La lunga fine di una superpotenza dalla morte di Marco Aurelio fino al 476 d. C.

Nel 476 d.C., con la deposizione di Romolo Augustolo, l'ultimo di una lunga schiera di imperatori fantoccio, cade dopo un lungo declino l'Impero Romano d'Occidente, la più grande forza militare ed economica dell'antichità. Le cause di questo collasso sono state finora attribuite da molti studiosi esclusivamente alle tribù germaniche che si fecero strada con la forza oltre le frontiere, mentre in questo nuovo saggio Adrian Goldsworthy interpreta quelle invasioni non come la causa ma come il sintomo della fragilità e della instabilità dell'impero. Per capire fino in fondo i veri motivi che portarono alla caduta di Roma, secondo l'autore, è invece necessario ripercorrere quanto accaduto nei trecento anni precedenti, a partire dalla morte di Marco Aurelio, quando si verificò "una lunga serie di guerre civili, durante le quali gli imperatori rinunciarono alla res publica per concentrarsi solo sulla propria sopravvivenza". A partire dal 180 d.C., lo storico inglese descrive dettagliatamente come le violente ribellioni locali finirono per danneggiare la struttura amministrativa e logistica dell'esercito, alimentando un clima generale d'insicurezza in cui chiunque fosse al servizio dell'impero poteva essere ucciso, torturato o imprigionato per ordine di altri Romani.

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Copertina di La grande guerra del Peloponneso

La grande guerra del Peloponneso

Con "La grande guerra del Peloponneso", Luciano Canfora, filologo e storico del mondo antico di fama internazionale, affronta uno dei conflitti più devastanti e paradigmatici dell'antichità, quello che tra il 431 e il 404 a.C. oppose la democratica e marittima Atene all'oligarchica e terrestre Sparta per l'egemonia sulla Grecia. Canfora non si limita a riassumere le battaglie, ma dialoga costantemente con Tucidide, il primo grande storico occidentale e testimone oculare degli eventi. Il libro è una profonda analisi dei meccanismi del potere, dell'imperialismo e della natura umana. L'autore seziona le spregiudicate dinamiche politiche ateniesi, mostrando come la democrazia radicale di Pericle si trasformò in una tirannide aggressiva e spietata nei confronti degli alleati e dei popoli sottomessi (come nel celebre ed emblematico massacro dei Meli). Canfora analizza magistralmente la retorica dei demagoghi che infiammavano l'Assemblea (come Cleone e Alcibiade), le tensioni di classe latenti, l'uso cinico della propaganda, il disastro militare della spedizione in Sicilia e le ingerenze dell'Impero Persiano, che finì per finanziare Sparta pur di indebolire l'antica nemica. Il testo è anche una potente riflessione sull'autodistruzione della civiltà greca, che, logorata da questo conflitto totale, finirà per spianare la strada prima all'egemonia macedone e poi a quella romana. La scrittura di Canfora, come sempre densa e provocatoria, costringe il lettore a vedere nella guerra del Peloponneso uno specchio inquietante delle contraddizioni e dei conflitti geopolitici del mondo contemporaneo.

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Copertina di La prima guerra mondiale della storia

La prima guerra mondiale della storia

Il filologo e storico dell'antichità Giusto Traina (tra i massimi esperti europei dell'Oriente antico) propone una rilettura audace e su larghissima scala dei conflitti che infiammarono il mondo antico. Il concetto di 'guerra mondiale' applicato all'antichità serve all'autore per descrivere l'immensa conflagrazione geopolitica che coinvolse non solo il bacino del Mediterraneo, ma l'intero scacchiere orientale: da Roma alla Grecia, dall'Anatolia all'Armenia, fino al vasto e misterioso Impero dei Parti. Traina analizza come queste guerre non fossero semplici scaramucce di frontiera, ma veri e propri scontri tra sistemi imperiali complessi e interconnessi, in cui diplomazia, propaganda multiculturale, spionaggio e gigantesche mobilitazioni di truppe determinavano le sorti di milioni di individui. Un saggio illuminante che sradica la visione eurocentrica di Roma, ricollocandola in un contesto 'globale' eurasiatico dalle dinamiche sorprendentemente moderne.

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Copertina di La sopravvivenza della civiltà

La sopravvivenza della civiltà

Sotto periodo
Vicino Oriente

Pubblicato da Bollati Boringhieri e firmato dall'illustre archeologo Erik H. Cline, "La sopravvivenza della civiltà. Dopo il collasso dell'Età del Bronzo" (*After 1177 B.C.: The Survival of Civilization*) costituisce il ideale e affascinante seguito del bestseller internazionale *1177 a.C.*. Se il primo volume si concentrava sulla catastrofe sistemica che travolse le grandi potenze del Mediterraneo orientale alla fine dell'Età del Bronzo, questo saggio esplora il capitolo successivo, altrettanto cruciale e spesso trascurato: come le società che non furono spazzate via riuscirono a risollevarsi, adattarsi e ricostruire dalle macerie un nuovo mondo.

Cline analizza con rigore scientifico e vivacità narrativa le strategie di resilienza e i processi di recupero messi in atto da popolazioni come i Fenici, i Greci dell'età oscura, gli Assiri e i Neo-Ittiti. L'autore mostra come il superamento della crisi non sia stato il frutto di un ritorno al passato, ma di un radicale processo di innovazione tecnologica (come l'avvento definitivo della metallurgia del ferro), trasformazioni socio-politiche, riorganizzazione delle rotte commerciali e capacità di adattamento di fronte a shock climatici e geopolitici senza precedenti. Un'opera illuminante che unisce archeologia, storia economica e riflessione sulla resilienza umana.

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Copertina di Scipione e Annibale

Scipione e Annibale

Pubblicato da Laterza e firmato da Giovanni Brizzi, uno dei massimi storici militari e antichisti italiani (già professore all'Università di Bologna), "Scipione e Annibale. L' guerra contro Roma" è un saggio storico magistrale, avvincente e rigoroso dedicato al più grande duello strategico e politico del mondo antico. Il volume analizza la Seconda Guerra Punica non solo come scontro d'armi tra Roma e Cartagine, ma come il supremo confronto tra due personalità eccezionali e speculari: da un lato Annibale Barca, il geniale stratega cartaginese capace di tenere in scacco le legioni romane per sedici anni sul loro stesso suolo; dall'altro Publio Cornelio Scipione (l'Africano), il giovane generale romano che seppe studiare e superare il nemico sul suo stesso terreno, sconfiggendolo nella decisiva battaglia di Zama.

Brizzi intreccia con straordinaria abilità narrativa l'analisi tattica delle battaglie (da Canne a Zama), la geopolitica del Mediterraneo antico e la psicologia dei due comandanti, svelando come questo scontro titanico abbia segnato la svolta decisiva in cui Roma si è trasformata da potenza regionale a dominatrice incontrastata del mondo mediterraneo.

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Copertina di Storia degli Etruschi

Storia degli Etruschi

Sotto periodo
Etruschi

Pubblicato da Laterza e firmato da Mario Torelli, uno dei più grandi e autorevoli archeologi e storici del mondo antico a livello internazionale, "Storia degli Etruschi" è un saggio fondamentale, rigoroso e di altissimo profilo scientifico dedicato alla civiltà etrusca. Il volume ricostruisce con straordinaria profondità la parabola storica dell'Etruria, dalle fasi formative e orientalizzanti fino alla progressiva e inesorabile romanizzazione, inserendo le vicende delle singole città-stato all'interno delle dinamiche politiche, economiche e culturali del Mediterraneo antico.

Torelli adotta un approccio metodologico innovativo che unisce in modo magistrale l'analisi archeologica, la lettura critica delle fonti letterarie antiche, l'epigrafia e la sociologia storica. L'autore esplora non solo l'aristocrazia e il potere politico, ma anche le strutture produttive, il sacro, i culti funerari e le forme dell'ideologia civica, mostrando come l'Etruria abbia esercitato un influsso decisivo e fondativo sullo sviluppo politico, istituzionale, religioso e artistico di Roma e dell'intera penisola italica.

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