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Azzera
22 libri trovati
Copertina di 1177 a.C.

1177 a.C.

Sotto periodo
Vicino Oriente

Pubblicato da Bollati Boringhieri e firmato da Erik H. Cline, celebre archeologo e professore alla George Washington University, "1177 a.C. Il collasso della civiltà" (*1177 B.C.: The Year Civilization Collapsed*) è un saggio storico e archeologico avvincente, rigoroso e di straordinario successo internazionale. Il volume ricostruisce uno dei momenti più drammatici e misteriosi della storia antica: la catastrofe sistemica che, attorno al 1177 a.C., provocò nel giro di pochi decenni la dissoluzione quasi simultanea delle grandi potenze del Mediterraneo orientale e del Vicino Oriente — dai Micenei agli Ittiti, dagli Egizi ai Minoici e ai regni di Canaan e dell'isola di Cipro.

Cline adotta una prospettiva di storia globale e sistemica, dimostrando come quel collasso non fu causato da un unico fattore, ma da una complessa e fatale combinazione di crisi interconnesse: invasioni e scorrerie dei misteriosi "Popoli del Mare", sconvolgimenti climatici e siccità prolungate, terremoti catastrofici (la cosiddetta *earthquake storm*), sommosse interne, interruzioni delle rotte commerciali e collasso economico generalizzato. Un'opera fondamentale che suona anche come un ammonimento attuale sulla fragilità delle grandi reti di interdipendenza globale.

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Copertina di Ai confini degli antichi imperi

Ai confini degli antichi imperi

Autore
Owen Rees
Sotto periodo
Vicino Oriente

Pubblicato da Bollati Boringhieri e firmato da Owen Rees, storico e ricercatore specializzato in storia antica e militare, "Ai confini degli antichi imperi. Zone di frontiera e guerre di confine nel Vicino Oriente antico" è un saggio rigoroso e affascinante che ribalta la prospettiva tradizionale incentrata unicamente sui grandi centri di potere (le capitali, i palazzi reali e i monumenti). L'autore sposta lo sguardo verso le periferie e le zone di confine, dimostrando come queste terre di nessuno o di passaggio non fossero margini insignificanti, bensì laboratori vivissimi di interazione culturale, scambi commerciali, diplomazia e conflittualità permanente.

Rees analizza come imperi colossali come quelli assiro, babilonese, hittita ed egizio gestissero, militarono e difesero i propri confini, svelando che la forza di una civiltà antica dipendeva in gran misura dalla sua capacità di controllare, integrare o negoziare con le popolazioni di frontiera. Un'opera che offre una chiave di lettura innovativa e profonda sulle dinamiche di potere, geopolitica e identità nel mondo antico.

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Copertina di Barbari

Barbari

Alessandro Barbero esplora uno dei temi più affascinanti e attuali dell'antichità: il rapporto tra l'Impero Romano e le popolazioni esterne. Demolendo lo stereotipo dell'invasione barbarica improvvisa, il libro mostra come per secoli Roma abbia gestito le frontiere con straordinario pragmatismo, accogliendo, integrando e arruolando intere tribù germaniche come contadini e soldati. La tesi centrale è che il crollo non fu causato dalla mera pressione numerica dei "barbari", ma dall'improvvisa incapacità della macchina statale e burocratica romana di continuare ad assimilarli. Una riflessione acuta sulle politiche di immigrazione, sulla cittadinanza (l'editto di Caracalla) e sulle disastrose conseguenze dell'arroganza imperiale di fronte alle emergenze umanitarie del mondo antico.

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Copertina di Barbaricus

Barbaricus

In questo saggio, uscito per Feltrinelli (2026), la storica e divulgatrice Jennifer Radulovic ci porta in un viaggio affascinante alla scoperta del Medioevo attraverso lo sguardo dell''altro'. Dietro l'etichetta stantia di 'età dell'oscurantismo', l'autrice esplora le vite e le interazioni di quelle popolazioni considerate rozze e brutali – i barbari. Dai Goti ai Longobardi, passando per Vichinghi, Crociati e Mongoli, l'opera mostra come l'incontro-scontro con questi 'stranieri' abbia generato straordinaria creatività, nuove forme di convivenza e sapere. Tra cronache e aneddoti, il libro ci invita ad assumere il punto di vista del diverso, suggerendo che le paure medievali per l'invasore parlano ancora oggi alle inquietudini dell'Europa contemporanea.

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Copertina di Cartagine: un impero sul Mediterraneo

Cartagine: un impero sul Mediterraneo

Sotto periodo
Cartagine

Pubblicato da PCS e firmato da Enrico Acquaro, illustre storico, archeologo e massimo specialista italiano della civiltà fenicio-punica (già professore all'Università di Bologna e di Roma La Sapienza), "Cartagine: un impero sul Mediterraneo" rappresenta un saggio fondamentale, rigoroso e affascinante che restituisce giustizia storica a una delle civiltà più grandi e ingiustamente diffamate dell'antichità. Il volume ripercorre l'intera parabola della potenza cartaginese: dalle origini coloniali fenicie sulle coste tunisine alla fondazione della metropoli, fino alla drammatica distruzione avvenuta per mano romana nel 146 a.C. al termine delle guerre puniche.

Acquaro mette in luce la straordinaria vocazione talassocratica di Cartagine, la sua capillare rete di empori e rotte commerciali che univa l'intero Mediterraneo occidentale e atlantico, l'organizzazione politica e sociale, e la ricchezza di una cultura raffinata, aperta agli influssi orientali, greci e africani. Nel saggio, Roma non viene celebrata come l'inevitabile e luminosa dominatrice solitaria, bensì come la controparte di un grande impero mercantile e marittimo la cui eredità profonda ha continuato a plasmare il mondo antico.

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Copertina di Civiltà e imperi nel mediterraneo nell’età di Filippo II

Civiltà e imperi nel mediterraneo nell’età di Filippo II

Sotto periodo
Età di Filippo II

Fernand Braudel interpreta il Mediterraneo del XVI secolo come uno spazio in cui geografia, clima, commerci, società e potenze politiche interagiscono secondo ritmi storici differenti. L'età di Filippo II diventa il punto di osservazione privilegiato per comprendere la 'lunga durata', offrendo una delle opere più influenti della storiografia contemporanea. Non è esagerato dire che la pubblicazione di questo libro di Braudel ha segnato una data nella storiografia internazionale. L'opera, di lettura affascinante, ha innovato profondamente la nostra visione della vita europea e mediterranea nel Cinquecento: allo schema tradizionale della crisi sopraggiunta come conseguenza delle nuove vie di navigazione atlantica, Braudel contrapponeva - con la forza di convinzione che derivava da una conoscenza precisa di fonti sterminate - la visione di un mondo ancora pieno di traffici e di contrasti, di tensioni e scambi, di cui erano partecipi, direttamente o indirettamente, non solo i paesi rivieraschi, ma anche Stati lontani. In altre parole, la vitalità dell'area mediterranea risultava dirompente ed essenziale, per le civiltà del vecchio mondo, ancora per tutto il XVI secolo. Lo studio della storia visto come connessione di tre momenti diversi - la storia di lento svolgimento e di lente trasformazioni, secolari o addirittura millenarie, la storia ritmata in cicli più brevi, ma pur sempre pluridecennali, e infine la storia "secondo la dimensione dell'individuo" mostrava, attraverso questa indagine, la sua efficacia e il suo valore di strumento per l'analisi delle grandi età del passato.

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Copertina di Etruscologia

Etruscologia

Sotto periodo
Etruschi

Pubblicato da Hoepli e firmato da Massimo Pallottino, universalmente riconosciuto come il padre della moderna etruscologia e uno dei più grandi archeologi e storici dell'antichità del XX secolo, "Etruscologia" è l'opera fondamentale, enciclopedica e insuperata dedicata allo studio della civiltà etrusca. Il volume rappresenta un punto di riferimento assoluto per chiunque voglia accostarsi con rigore scientifico alla conoscenza di questo popolo enigmatico e fondamentale per le radici della storia italiana ed europea.

Pallottino supera definitivamente le antiche leggende e i luoghi comuni sull'origine misteriosa e isolata degli Etruschi, inserendo la loro parabola storica nel più ampio e dinamico contesto del Mediterraneo antico. L'autore intreccia magistralmente i dati archeologici, epigrafici, linguistici, religiosi, artistici e istituzionali, tracciando un quadro organico e dettagliato dell'evoluzione politica, economica e culturale dell'Etruria dalle origini villanoviane fino alla progressiva assimilazione nella sfera romana. Un capolavoro metodologico e storiografico di inestimabile valore.

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Copertina di Gli Assiri

Gli Assiri

Autore
Eckart Frahm

Pubblicato da Mondadori e firmato da Eckart Frahm, autorevole assirologo e professore alla Yale University, "Gli Assiri" (titolo originale *Assyria: The Rise and Fall of the World's First Empire*) è una narrazione storica magistrale, aggiornata e avvincente dedicata a quello che può essere legittimamente considerato il primo vero impero universale della storia umana. L'opera ripercorre la straordinaria e spesso spietata epopea della civiltà assira, dalle sue origini come dinamica città-stato commerciale attorno ad Assur nel III millennio a.C., fino alla sua vertiginosa espansione militare e al crollo improvviso e catastrofico avvenuto alla fine del VII secolo a.C. con la caduta di Ninive.

Frahm non si limita a ricostruire le cronache delle campagne militari e le gesta di sovrani implacabili e grandiosi come Tiglatpileser III, Sennacherib o Assurbanipal, ma scava a fondo nella sofisticata e complessa organizzazione dell'Impero. Il volume esplora le geniali innovazioni amministrative e logistiche, l'uso delle deportazioni di massa come strumento di ingegneria demografica, il sostrato religioso e l'inaspettato fervore intellettuale e culturale, culminato nella famosa Biblioteca di Ninive. Un saggio fondamentale che scardina lo stereotipo ottocentesco degli Assiri come semplici dominatori sanguinari, restituendo un ritratto a tutto tondo di una civiltà che ha forgiato il modello stesso di "impero", influenzando in modo indelebile i successivi domini babilonesi, persiani e romani.

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Copertina di Gli Etruschi in val padana

Gli Etruschi in val padana

Autore
Valerio Massimo Manfredi e Luigi Malnati

Gli Etruschi in Val Padana ricostruisce in modo organico la presenza etrusca nell'Italia settentrionale, superando l'immagine di una civiltà confinata alla sola Etruria tirrenica. Manfredi e Malnati seguono la formazione e lo sviluppo dell'Etruria padana attraverso l'incontro fra fonti letterarie e soprattutto dati archeologici, mostrando come la pianura del Po fosse parte integrante del sistema politico, economico e culturale etrusco. Il volume analizza le modalità dell'espansione e dell'insediamento, la nascita e l'organizzazione dei centri urbani, le necropoli, la cultura materiale e le trasformazioni delle comunità locali. Particolare rilievo assumono Felsina, l'etrusca Bologna, Marzabotto e i grandi nodi commerciali dell'Adriatico e della pianura, inseriti in una rete di scambi che collegava il Mediterraneo, il mondo greco, le popolazioni italiche e l'Europa transalpina. Gli autori ricostruiscono vie di comunicazione, traffici, rapporti culturali e dinamiche territoriali, evidenziando come l'identità etrusca padana non fosse una semplice replica di quella dell'Etruria centrale, ma il risultato di adattamenti e interazioni con realtà locali differenti. Ampio spazio è dedicato al confronto fra testimonianze antiche e risultati degli scavi, che consente di distinguere tradizioni, ipotesi e dati documentabili. Ne emerge un quadro dinamico dell'Italia preromana, nel quale la Val Padana appare come un'area strategica per comprendere l'espansione etrusca, la circolazione di uomini e merci e i processi che precedettero l'affermazione di Roma nell'Italia settentrionale. L'edizione Mondadori aggiorna il quadro alle più recenti acquisizioni archeologiche ed è particolarmente utile, nella Biblioteca FP, per approfondire le radici etrusche di Bologna e dell'Emilia-Romagna.

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Copertina di I persiani

I persiani

Sotto periodo
Impero achemenide

Lloyd Llewellyn-Jones propone una rilettura dell'Impero persiano fondata sulle fonti orientali e sulla più recente ricerca storiografica. Il volume supera gli stereotipi trasmessi dalla tradizione greca e restituisce la complessità politica, culturale e religiosa del più grande impero del Vicino Oriente antico. Vengono analizzati il sistema amministrativo, la corte, l'esercito, i rapporti con i popoli soggetti e le guerre con i Greci, mostrando il ruolo centrale dei Persiani nella storia del Mediterraneo e dell'Asia. È un'opera di riferimento per comprendere la civiltà achemenide.

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Copertina di Italia Longobarda

Italia Longobarda

Sotto periodo
Longobardi

Stefano Gasparri, tra i massimi esperti di storia altomedievale, affronta in questo saggio uno dei periodi cruciali e al tempo stesso più controversi della storia della penisola italiana: i due secoli di dominazione dei Longobardi (dal 568 al 774). Il libro demolisce l'antico mito ottocentesco (di matrice manzoniana) dei Longobardi come meri barbari oppressori e distruttori della civiltà romana, per restituirci l'immagine di un popolo in profonda evoluzione. Gasparri analizza con grande perizia le fonti archeologiche e testuali per ricostruire le strutture sociali, giuridiche ed economiche del Regno longobardo, le complesse dinamiche di integrazione e scontro con le preesistenti élite romane e con il Papato, l'organizzazione militare, la conversione al cattolicesimo e lo sviluppo di una cultura artistica e monumentale originale. Il testo rappresenta un punto fermo per comprendere come i Longobardi abbiano contribuito in maniera determinante a forgiare l'identità dell'Italia medievale, frammentandone sì l'unità politica, ma inserendola a pieno titolo nelle dinamiche dell'Europa romano-barbarica.

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Copertina di L’Impero e i Barbari

L’Impero e i Barbari

Lo storico Peter Heather, tra i massimi specialisti della Tarda Antichità, sposta l'asse dell'indagine dalla prospettiva puramente romana a quella dei popoli germanici e nomadi. Il libro analizza il complesso e dialettico rapporto tra il 'Centro' imperiale e la 'Periferia' barbarica durante il primo millennio. La tesi centrale, affascinante e controintuitiva, è che la stessa esistenza dell'Impero Romano – con le sue ricchezze, i suoi mercati, la sua diplomazia e il suo formidabile esercito – abbia involontariamente stimolato l'evoluzione politica e militare delle tribù barbare (Goti, Franchi, Vandali). Nel tentativo di difendersi o di approfittare della ricchezza di Roma, i barbari si unirono in grandi confederazioni, si dotarono di élite militarizzate e appresero nuove tecnologie. In sostanza, Roma creò i suoi stessi becchini. Un'opera magistrale per comprendere la genesi delle nazioni moderne nell'Europa post-romana.

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Copertina di L’Italia prima di Roma

L’Italia prima di Roma

Sotto periodo
Civiltà italiche

Pubblicato da Rizzoli e firmato da Paolo Giulierini, archeologo di chiara fama e noto direttore museale (già alla guida del prestigioso Museo Archeologico Nazionale di Napoli - MANN), "L'Italia prima di Roma" è un saggio affascinante, rigoroso e di grande ampiezza visiva che restituisce voce, dignità e centralità alle innumerevoli civiltà che popolarono la penisola italiana nei secoli precedenti l'egemonia di Roma. L'autore scardina la visione riduttiva e teleologica che vede nella storia italica solo una lunga e inesorabile marcia verso la conquista romana, svelando invece un mosaico straordinariamente ricco, vivace e complesso di popoli, culture e identità: dagli Etruschi ai Sanniti, dai Celti ai Veneti, dai Dauni ai Lucani, senza dimenticare lo splendore della Magna Grecia e le comunità nuragiche e picene.

Attraverso i dati più recenti e avanzati dell'indagine archeologica, Giulierini ricostruisce un'Italia che era già un crocevia pulsante di intensi scambi commerciali, contaminazioni artistiche, innovazioni tecnologiche e conflitti politici. Un viaggio imperdibile alla scoperta delle radici profonde, plurali e multiformi della civiltà mediterranea ed europea.

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Copertina di La sopravvivenza della civiltà

La sopravvivenza della civiltà

Sotto periodo
Vicino Oriente

Pubblicato da Bollati Boringhieri e firmato dall'illustre archeologo Erik H. Cline, "La sopravvivenza della civiltà. Dopo il collasso dell'Età del Bronzo" (*After 1177 B.C.: The Survival of Civilization*) costituisce il ideale e affascinante seguito del bestseller internazionale *1177 a.C.*. Se il primo volume si concentrava sulla catastrofe sistemica che travolse le grandi potenze del Mediterraneo orientale alla fine dell'Età del Bronzo, questo saggio esplora il capitolo successivo, altrettanto cruciale e spesso trascurato: come le società che non furono spazzate via riuscirono a risollevarsi, adattarsi e ricostruire dalle macerie un nuovo mondo.

Cline analizza con rigore scientifico e vivacità narrativa le strategie di resilienza e i processi di recupero messi in atto da popolazioni come i Fenici, i Greci dell'età oscura, gli Assiri e i Neo-Ittiti. L'autore mostra come il superamento della crisi non sia stato il frutto di un ritorno al passato, ma di un radicale processo di innovazione tecnologica (come l'avvento definitivo della metallurgia del ferro), trasformazioni socio-politiche, riorganizzazione delle rotte commerciali e capacità di adattamento di fronte a shock climatici e geopolitici senza precedenti. Un'opera illuminante che unisce archeologia, storia economica e riflessione sulla resilienza umana.

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Copertina di La storia di Bologna

La storia di Bologna

Autore
Autore non indicato
Sotto periodo
Bologna

"La storia di Bologna" edito da Typimedia è un'opera corale e divulgativa che si propone di raccontare la lunga e complessa vicenda del capoluogo emiliano, partendo dalle sue origini più antiche fino ad arrivare alla contemporaneità. Il volume non si limita a un asettico elenco di date, ma esplora l'anima della città attraverso i millenni. Si parte dagli insediamenti villanoviani e dalla fiorente Felsina etrusca, per poi passare alla Bononia romana, centro nevralgico della via Emilia. Il libro dedica ampio e dettagliato spazio al Medioevo, l'epoca d'oro in cui Bologna (la "Dotta") fonda la prima Università del mondo occidentale (lo Studium nel 1088), si erge a Libero Comune indipendente, si dota di un sistema di canali all'avanguardia per la produzione tessile (la "città delle acque") e affronta le feroci lotte tra le fazioni guelfe e ghibelline, simboleggiate dalla selva di torri che svettavano nel cielo cittadino. La narrazione prosegue attraversando le dominazioni signorili (i Bentivoglio) e il lungo, spesso statico, periodo sotto lo Stato Pontificio. L'opera si sofferma poi sul fervore del Risorgimento, per arrivare ai giorni nostri, raccontando lo sviluppo industriale moderno, le ferite profonde della Seconda Guerra Mondiale e i traumi della storia recente, come la strage del 2 agosto 1980 alla stazione. Un viaggio avvincente e ricco di aneddoti, impreziosito da un apparato iconografico curato, che restituisce l'immagine di una città laica, progressista, goliardica e profondamente legata alle sue radici, perfetta sia per i bolognesi che vogliono riscoprire il proprio passato, sia per i lettori appassionati di storie urbane italiane.

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Copertina di Maometto e Carlomagno

Maometto e Carlomagno

Sotto periodo
Alto Medioevo

Uno dei saggi storiografici più influenti, dibattuti e celebri del Novecento. Henri Pirenne, grandissimo storico belga, capovolge la prospettiva tradizionale sulla fine dell'Antichità formulando la cosiddetta 'Tesi Pirenne'. Secondo l'autore, le invasioni barbariche del V secolo non distrussero l'unità economica e culturale dell'Impero Romano; il vero punto di rottura si verificò invece nel VII-VIII secolo, con l'espansione arabo-islamica nel bacino del Mediterraneo. L'Islam, secondo Pirenne, trasformò il 'Mare Nostrum' in una frontiera invalicabile, strangolando i commerci occidentali e costringendo l'Europa a spostare il proprio baricentro politico, economico e spirituale verso il Nord, favorendo così l'ascesa dei Franchi e l'incoronazione di Carlo Magno. Una teoria affascinante che continua a far discutere gli storici di tutto il mondo.

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Copertina di Oriente. Una storia

Oriente. Una storia

Pubblicato da Laterza e firmato da Alessandro Vanoli, storico e raffinato narratore delle vicende mediterranee e mediorientali, "Oriente. Una storia" è un saggio monumentale, avvincente e di fondamentale importanza storiografica che decostruisce la prospettiva eurocentrica con cui siamo abituati a guardare il passato del mondo. L'autore conduce il lettore in un viaggio millenario e vastissimo che spazia dalle antiche civiltà della Mesopotamia, dell'India e della Cina imperiale fino alla nascita e all'espansione dell'Islam, per giungere infine ai profondi mutamenti dell'età contemporanea e della globalizzazione.

Vanoli non descrive l'Oriente come un blocco monolitico o come l'esotico "Altro" rispetto all'Occidente, ma ne svela la straordinaria pluralità, ricchezza e complessità. Mette in luce i fitti e continui intrecci di scambi commerciali (lungo le vie della seta e del mare), le contaminazioni religiose, le influenze scientifiche e i conflitti che per secoli hanno tenuto collegate l'Asia, il Medio Oriente e l'Europa. Un'opera magistrale che restituisce dignità e spessore a una storia globale intesa come trama di relazioni reciproche e continue interdipendenze.

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Copertina di Roma Risorta

Roma Risorta

Seguito ideale de 'La caduta dell'impero Romano', questo saggio di Peter Heather indaga l'eredità incancellabile di Roma. Dopo la scomparsa dell'Impero d'Occidente, il fantasma della sua grandezza continuò a ossessionare i sovrani successivi. L'autore analizza i tre grandi tentativi di "restaurazione" (o renovatio imperii): quello del re goto Teodorico, quello sanguinoso e parziale dell'imperatore bizantino Giustiniano, e quello di Carlo Magno. Ma la tesi più affascinante del libro è che l'unico vero erede capace di ricostruire un dominio universale sulle rovine di Roma fu il Papato. Attraverso l'autorità spirituale, il diritto canonico e il latino, i pontefici romani forgiarono un nuovo tipo di impero senza legioni, destinato a plasmare l'Europa medievale e moderna.

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Copertina di Storia d’Italia. Vol. VI. Atlante

Storia d’Italia. Vol. VI. Atlante

Pubblicato da Einaudi come sesto e conclusivo volume della serie principale della monumentale *Storia d'Italia* (diretta da Corrado Vivanti e Ruggiero Romano), l'"Atlante" rappresenta uno straordinario e imprescindibile strumento di indagine visiva, cartografica e statistica, concepito non come una semplice appendice illustrativa, ma come un vero e proprio volume storiografico a sé stante. L'opera corona l'innovativo impianto metodologico dell'intera collana — fortemente debitore verso l'approccio geopolitico e di "lunga durata" delle *Annales* francesi — radicando materialmente la narrazione storica nello spazio fisico e geografico della penisola.

Attraverso un formidabile apparato di mappe storiche accuratamente ricostruite o riprodotte, elaborazioni demografiche inedite, grafici dell'andamento produttivo, rappresentazioni dell'uso del suolo e diagrammi relativi a reti infrastrutturali e flussi commerciali, l'"Atlante" rende plasticamente visibili e decodificabili i lenti mutamenti strutturali del Paese. Dal mosaico delle delimitazioni confinarie degli antichi Stati regionali alle trasformazioni agrarie, dall'evoluzione del reticolo viario allo sviluppo urbano post-unitario, il volume offre una chiave di lettura insostituibile per comprendere come la morfologia, le risorse del territorio e l'intervento umano abbiano forgiato in modo indelebile l'economia, le istituzioni e le profonde diversità sociali dell'Italia nel corso dei secoli.

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Copertina di Storia degli Etruschi

Storia degli Etruschi

Sotto periodo
Etruschi

Pubblicato da Laterza e firmato da Mario Torelli, uno dei più grandi e autorevoli archeologi e storici del mondo antico a livello internazionale, "Storia degli Etruschi" è un saggio fondamentale, rigoroso e di altissimo profilo scientifico dedicato alla civiltà etrusca. Il volume ricostruisce con straordinaria profondità la parabola storica dell'Etruria, dalle fasi formative e orientalizzanti fino alla progressiva e inesorabile romanizzazione, inserendo le vicende delle singole città-stato all'interno delle dinamiche politiche, economiche e culturali del Mediterraneo antico.

Torelli adotta un approccio metodologico innovativo che unisce in modo magistrale l'analisi archeologica, la lettura critica delle fonti letterarie antiche, l'epigrafia e la sociologia storica. L'autore esplora non solo l'aristocrazia e il potere politico, ma anche le strutture produttive, il sacro, i culti funerari e le forme dell'ideologia civica, mostrando come l'Etruria abbia esercitato un influsso decisivo e fondativo sullo sviluppo politico, istituzionale, religioso e artistico di Roma e dell'intera penisola italica.

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