Libri

Consulta il catalogo della Biblioteca Historiae.

Azzera
18 libri trovati
Copertina di Fuori dall’abisso

Fuori dall’abisso

In "Fuori dall'abisso", Martin Gilbert concentra la sua potente lente di storico sul tema centrale e più angosciante del Novecento: l'Olocausto e le sue drammatiche conseguenze (un tema su cui l'autore ha redatto opere monumentali). Il libro esplora la titanica e dolorosa transizione dalla fine del Secondo Conflitto Mondiale alla scoperta della reale entità dei campi di sterminio nazisti. Gilbert narra la complessa fase di liberazione, il trauma indicibile dei sopravvissuti, il disperato tentativo di ricostruire le proprie vite e le comunità ebraiche annientate in Europa, e la complicata ricerca di giustizia nei tribunali internazionali. Un saggio profondamente toccante che invita a riflettere su come l'umanità abbia tentato faticosamente di elaborare e superare il male assoluto dopo la fine della barbarie.

Scheda completa →
Copertina di Italia 1943

Italia 1943

Con "Italia 1943", lo storico Luca Baldissara fornisce un'imponente e aggiornata analisi strutturale su quello che è considerato "l'anno zero" della storia nazionale recente. Il libro sviscera i dodici mesi che hanno visto il crollo del regime fascista, l'armistizio dell'8 settembre, lo sbarco alleato in Sicilia, l'occupazione militare tedesca, la fuga del Re e la nascita delle prime formazioni partigiane e della Repubblica Sociale Italiana. L'autore indaga il trauma collettivo di una nazione spezzata in due, analizzando la dissoluzione dell'autorità statale e il senso di disorientamento degli italiani, gettati nell'abisso di una brutale guerra civile e internazionale. Un'opera fondamentale per capire come, proprio da quelle macerie morali e materiali, siano faticosamente sorte le basi costituzionali e identitarie dell'Italia contemporanea.

Scheda completa →
Copertina di L’Italia del 1943

L’Italia del 1943

Il noto storico contemporaneista Emilio Di Rienzo indaga le drammatiche e febbrili trattative diplomatiche che segnarono l'anno più buio e decisivo della storia nazionale: il 1943. L'opera si distacca dalla sola analisi militare per focalizzarsi sui retroscena internazionali, scandagliando gli archivi britannici, americani e italiani. L'autore ricostruisce le mosse disperate della Corona e del governo Badoglio per sganciarsi dall'abbraccio mortale con la Germania nazista, scontrandosi però con l'intransigenza degli Alleati (che pretendevano la resa incondizionata) e con l'implacabile rapidità di reazione del Terzo Reich. Il libro rivela un'Italia trasformata in una pedina inerme sullo scacchiere delle grandi potenze, evidenziando le gravi mancanze strategiche e morali della classe dirigente sabauda che condussero al trauma dell'8 settembre e alla disgregazione dello Stato.

Scheda completa →
Copertina di L’Italia dell’Asse

L’Italia dell’Asse

Questo volume fa parte della popolarissima "Storia d'Italia" di Indro Montanelli, scritta in questo caso in felice sodalizio con Mario Cervi. Il libro copre l'oscuro periodo dell'alleanza italo-tedesca, dal famigerato "Patto d'Acciaio" fino all'armistizio dell'8 settembre 1943. Con il consueto piglio giornalistico, scevro da accademismi e ricco di ritratti psicologici impietosi, gli autori tracciano la parabola discendente del regime fascista. Analizzano il complesso di inferiorità di Mussolini nei confronti di Hitler, le velleità imperiali frustrata dalle sconfitte militari, il progressivo scollamento tra il Paese reale, sfiancato dai bombardamenti e dalla fame, e il Palazzo, fino al drammatico crollo del 25 luglio. Un racconto disincantato e avvincente che esplora gli errori fatali che portarono l'Italia sull'orlo della distruzione.

Scheda completa →
Copertina di L’occupazione tedesca in Italia

L’occupazione tedesca in Italia

Tradotto finalmente in italiano, questo saggio dello storico tedesco Lutz Klinkhammer è unanimemente riconosciuto come lo studio accademico definitivo sulle modalità e le strutture del dominio nazista in Italia tra il 1943 e il 1945. L'autore sfata il mito di un'occupazione basata unicamente sul caos o sulle direttive della Repubblica Sociale Italiana (dimostrando come il governo di Salò fosse, di fatto, un fragile stato fantoccio esautorato di ogni reale potere). Klinkhammer descrive la spietata e meticolosa efficienza della macchina amministrativa e militare del Terzo Reich: il sistematico saccheggio delle risorse industriali e agricole italiane per alimentare lo sforzo bellico germanico, l'organizzazione della deportazione razziale e la gestione spietata dell'ordine pubblico attraverso le brutali rappresaglie contro il movimento partigiano e la popolazione civile.

Scheda completa →
Copertina di L’ora delle decisioni irrevocabili

L’ora delle decisioni irrevocabili

Con "L'ora delle decisioni irrevocabili", Emilio Di Rienzo analizza un altro momento fatale per l'Italia: il 10 giugno 1940. Sulla base di una vastissima mole documentaria, l'autore esplora il processo decisionale (e le terribili miopie) che spinsero Benito Mussolini a dichiarare guerra alla Francia e alla Gran Bretagna, trascinando un Paese militarmente e industrialmente impreparato nel conflitto più devastante della storia. Il saggio destruttura il falso mito di un dittatore "costretto" da Hitler o accecato dalla sola sete di bottino. Di Rienzo dimostra invece come l'entrata in guerra fu il risultato coerente, ancorché cinico e fallimentare, della politica estera imperialista del fascismo, basata sull'illusione di una rapida vittoria tedesca e sulla volontà di forzare l'egemonia italiana nel Mediterraneo e nei Balcani.

Scheda completa →
Copertina di L’ultimo inverno di guerra

L’ultimo inverno di guerra

Gastone Breccia, storico militare di riconosciuto valore, analizza in dettaglio uno dei capitoli più duri e strategicamente complessi della campagna d'Italia: i mesi tra l'autunno del 1944 e la primavera del 1945 lungo la Linea Gotica. In questo saggio denso e appassionante, l'autore descrive lo stallo sanguinoso dell'Ottava Armata britannica e della Quinta Armata americana, bloccate dalla tenace e spietata resistenza delle truppe tedesche sugli Appennini innevati. Breccia ricostruisce non solo le operazioni tattiche, le difficoltà logistiche e l'impiego massiccio dell'artiglieria e dell'aviazione, ma sottolinea in modo cruciale l'apporto fondamentale, seppur tra mille difficoltà politiche e materiali, della guerra partigiana nelle retrovie nemiche. Un affresco spietato di una guerra di logoramento combattuta in condizioni climatiche estreme, a un passo dalla liberazione definitiva.

Scheda completa →
Copertina di La grande storia della Seconda guerra mondiale

La grande storia della Seconda guerra mondiale

Un'opera enciclopedica e omnicomprensiva firmata dal grande storico britannico Martin Gilbert, celebre biografo di Churchill. Questo volume è considerato una delle sintesi più complete e accessibili sul Secondo Conflitto Mondiale. Gilbert non si limita a un resoconto delle grandi manovre strategiche e delle battaglie (dall'invasione della Polonia a Pearl Harbor, da Stalingrado allo sbarco in Normandia fino ad Hiroshima), ma intreccia in modo inestricabile la storia militare con quella diplomatica, politica e soprattutto umana. Il libro brilla per la sua capacità di far parlare i documenti e le testimonianze dirette dei protagonisti minori (soldati semplici, vittime dell'Olocausto, civili bombardati), restituendo al lettore non solo la vastità geopolitica del conflitto, ma anche l'indicibile sofferenza umana su scala globale generata dalla guerra totale.

Scheda completa →
Copertina di La guerra-mondo Volumi I e II

La guerra-mondo Volumi I e II

Questo saggio monumentale, edito in due volumi da Einaudi (edizione italiana dell'imponente opera curata da Alya Aglan e Robert Frank), rappresenta uno dei vertici della storiografia internazionale contemporanea sul secondo conflitto mondiale. L'opera scardina la tradizionale cronologia eurocentrica (1939-1945), proponendo un periodo esteso dal 1937 (inizio dell'aggressione giapponese in Cina) al 1947 (l'inizio della Guerra Fredda e delle decolonizzazioni). Attraverso i contributi dei massimi specialisti mondiali, *La guerra-mondo* analizza il conflitto non solo sotto l'aspetto militare o diplomatico, ma come una gigantesca frattura antropologica, sociale ed economica che ha ridisegnato il pianeta. I due tomi esplorano le mobilitazioni industriali, l'impatto etico dei bombardamenti sui civili, l'organizzazione scientifica dello sterminio, la resistenza partigiana transnazionale e le devastanti conseguenze psicologiche sulle popolazioni di tutti i continenti. È un'opera enciclopedica e multidisciplinare indispensabile per comprendere come questo conflitto "totale" abbia generato l'ordine geopolitico contemporaneo, ponendo fine all'egemonia secolare dell'Europa.

Scheda completa →
Copertina di La nostra guerra

La nostra guerra

Il giornalista e storico divulgativo Arrigo Petacco ricostruisce l'epopea tragica, e spesso grottesca, dell'Italia fascista durante la Seconda Guerra Mondiale (1940-1945). Con la sua penna tagliente e uno stile reportagistico, l'autore smonta l'illusione della "guerra parallela" voluta da Mussolini per emulare le conquiste hitleriane. Dalle disastrose campagne sulle Alpi francesi, all'Etiopia, ai rovesci in Grecia e in Nord Africa, fino al martirio del CSIR e dell'ARMIR nelle gelide steppe russe. Petacco evidenzia la spaventosa impreparazione materiale e tattica delle forze armate italiane, mandate al macello da gerarchie militari ottuse e da una classe politica cinica, salvando esclusivamente il valore e l'eroismo disperato dei soldati semplici costretti a combattere in condizioni impossibili.

Scheda completa →
Copertina di La strada della vittoria

La strada della vittoria

Perché gli Alleati hanno vinto la Seconda Guerra Mondiale? In questo saggio brillante e rigoroso, lo storico britannico Richard Overy (uno dei più accreditati studiosi mondiali del conflitto) rifiuta la spiegazione deterministica e fatalista secondo cui la sconfitta dell'Asse fosse inevitabile a causa della schiacciante superiorità economica e demografica di Stati Uniti, Unione Sovietica e Impero Britannico. Al contrario, Overy dimostra come tra il 1941 e il 1942 la vittoria sembrasse irrimediabilmente nelle mani della Germania e del Giappone. Il libro indaga i fattori cruciali, spesso sfuggenti, che permisero agli Alleati di ribaltare le sorti della guerra: l'incredibile riorganizzazione e capacità di sacrificio dell'Armata Rossa, il prodigioso e fulmineo balzo in avanti dell'innovazione tecnologica americana (nella produzione navale, aeronautica e industriale), la superiorità nell'intelligence marittima e la spietatezza strategica dei bombardamenti alleati. Un'opera fondamentale che sfata i miti consolidati, spiegando che la vittoria non fu figlia del solo peso materiale, ma di una durissima curva di apprendimento tattico, gestionale e morale che seppe prevalere sulla disorganizzazione e sulle divisioni interne dell'Asse.

Scheda completa →
Copertina di La strana disfatta

La strana disfatta

Autore
Marc Bloch

Scritto a caldo nell'estate del 1940, all'indomani del fulmineo e umiliante crollo della Francia di fronte all'invasione nazista, "La strana disfatta" è molto più di un semplice memoriale o di un saggio di storia militare. Marc Bloch, cofondatore della celebre Scuola delle Annales, veterano pluridecorato della Grande Guerra e ufficiale richiamato in servizio nel 1939, impugna la penna come strumento di indagine civile e morale. L'autore rifiuta le comode scusanti della superiorità numerica o tecnologica del nemico, puntando invece il dito contro la sclerosi intellettuale degli alti comandi militari francesi (incapaci di comprendere la guerra di movimento e i mezzi corazzati) e la profonda crisi morale e politica della borghesia e della classe dirigente della Terza Repubblica. Il saggio è una spietata autopsia di una nazione paralizzata dalle proprie divisioni interne, dalla grettezza burocratica e dal conservatorismo. Un capolavoro assoluto di lucidità storiografica applicata al presente, reso ancora più drammatico e nobile dal destino del suo autore, che decise di unirsi alla Resistenza francese e venne torturato e fucilato dalla Gestapo nel 1944.

Scheda completa →
Copertina di Le origini della seconda guerra mondiale

Le origini della seconda guerra mondiale

Perché è scoppiata la Seconda Guerra Mondiale? Richard Overy, maestro indiscusso del periodo, affronta questa titanica domanda scardinando le spiegazioni semplificatorie. Il saggio contesta l'idea che il conflitto sia stato unicamente il frutto del fanatismo di Adolf Hitler, allargando l'obiettivo al completo collasso del sistema internazionale negli anni '30. Overy esamina le pesanti responsabilità della diplomazia occidentale (la "politica dell'Appeasement" di Francia e Gran Bretagna, guidata dal terrore di un nuovo bagno di sangue), gli effetti devastanti della Grande Depressione del 1929 e l'insanabile debolezza della Società delle Nazioni. Un'opera fondamentale per comprendere come l'intreccio fatale di nazionalismi aggressivi, crisi economiche e paralisi diplomatica abbia trascinato inevitabilmente il mondo verso l'abisso.

Scheda completa →
Copertina di Pioggia di distruzione

Pioggia di distruzione

Il grande storico inglese Richard Overy offre un'analisi spietata e documentatissima su uno degli aspetti più controversi ed eticamente laceranti della Seconda Guerra Mondiale: la campagna di bombardamenti aerei alleati sull'Europa e sulla Germania. Ribaltando in parte la visione trionfalistica della storiografia tradizionale, Overy esamina le logiche strategiche, industriali e morali che spinsero il Bomber Command britannico e l'aviazione americana a optare per il "carpet bombing" (il bombardamento a tappeto sulle città e sui civili). L'autore calcola i costi materiali immensi, l'impatto sul morale della popolazione tedesca (che paradossalmente non crollò come previsto) e riflette sull'etica di distruggere intere città (come Dresda e Amburgo) per piegare il nemico. Un'opera fondamentale per comprendere l'evoluzione spaventosa della guerra totale.

Scheda completa →
Copertina non disponibile

Roma 1944

Autore

Pubblicato originariamente nella collana storica del quotidiano "La Repubblica", questo volume ricostruisce uno dei periodi più cupi, drammatici e cruciali della storia della Capitale: i nove mesi di occupazione nazi-fascista, dall'armistizio dell'8 settembre 1943 fino alla tanto attesa liberazione da parte degli Alleati il 4 giugno 1944. L'opera si addentra nella quotidianità di una "Città Aperta" solo di nome, in realtà piegata dalla fame, dai bombardamenti, dal mercato nero e dal terrore imposto dalle SS di Herbert Kappler e dalle milizie fasciste collaborazioniste. Il testo ripercorre le tappe fondamentali e i traumi che hanno sfregiato Roma: il rastrellamento del Ghetto ebraico del 16 ottobre 1943, le torture nella prigione di via Tasso, le azioni coraggiose della Resistenza romana (i GAP e il Fronte Militare Clandestino), culminando nel fatale attentato di via Rasella e nella conseguente, spietata rappresaglia delle Fosse Ardeatine. Attraverso testimonianze, cronache dell'epoca e documenti storici, il libro restituisce la tensione morale e materiale di una città in bilico tra la disperazione e il riscatto, offrendo un affresco corale di oppressori, eroi silenziosi, delatori e cittadini comuni in attesa dell'arrivo della Quinta Armata americana.

Scheda completa →
Copertina di Sangue e rovine

Sangue e rovine

Un'opera storiografica epocale. In "Sangue e rovine", il grande storico britannico Richard Overy ridefinisce radicalmente i contorni spaziali e temporali della Seconda Guerra Mondiale. Overy abbandona la narrazione tradizionale eurocentrica (1939-1945) per inquadrare il conflitto come "L'ultima grande guerra imperiale", iniziata già nel 1931 con l'invasione giapponese della Manciuria. Il saggio dimostra come la guerra sia scaturita non solo dalla folle ideologia hitleriana, ma dal brutale tentativo delle "nazioni non abbienti" (Germania, Italia, Giappone) di costruirsi immensi imperi territoriali in netto ritardo rispetto alle potenze coloniali classiche (Gran Bretagna e Francia). Un'analisi profonda e globale che intreccia storia militare, logistica industriale e motivazioni ideologiche (razzismo, darwinismo sociale), restituendo un affresco terrificante del collasso dell'ordine mondiale.

Scheda completa →
Copertina di Storia d’Italia nella guerra fascista

Storia d’Italia nella guerra fascista

Giorgio Bocca, uno dei più grandi giornalisti e storici contemporanei italiani, offre in questo volume un resoconto lucido, spietato e profondamente critico della partecipazione dell'Italia alla Seconda Guerra Mondiale (1940-1943). Divenuto un classico della storiografia nazionale, il libro scardina le narrazioni autoassolutorie del dopoguerra per mettere a nudo l'impreparazione strutturale, la retorica vuota e le colpe imperdonabili del regime fascista e della monarchia sabauda. Attraverso una mole impressionante di documenti, diari e memorie dell'epoca, Bocca descrive il dramma di un Paese trascinato nel baratro da un dittatore accecato dalle proprie illusioni imperiali (la "guerra parallela") e da una classe dirigente militare e politica inetta e complice. L'autore analizza le disastrose campagne militari – dalle Alpi alla Grecia, dal deserto nordafricano alle nevi della Russia – non solo sotto il profilo strategico, ma sottolineando soprattutto lo scollamento abissale tra le alte gerarchie e la massa dei soldati semplici, mandati al macello con equipaggiamenti ridicoli. Un saggio imprescindibile che fonde il rigore dell'indagine storica con la passione civile e la brillantezza di una prosa incalzante, restituendo il quadro clinico di un'Italia travolta dal fallimento totale del fascismo, fino al traumatico epilogo dell'armistizio.

Scheda completa →
Copertina di Storia dell’Italia partigiana

Storia dell’Italia partigiana

Pubblicato per la prima volta nel 1966, "Storia dell'Italia partigiana" di Giorgio Bocca si erge come uno dei pilastri assoluti della storiografia italiana contemporanea. L'autore, che fu protagonista in prima linea come comandante partigiano nelle formazioni di Giustizia e Libertà, non cede mai alla tentazione dell'agiografia, della retorica monumentale o del mito pacificatore, ma sceglie la strada di un'indagine spietatamente lucida e documentata. Il saggio affronta la complessa genesi della Resistenza a partire dal vuoto istituzionale e dal caos morale seguiti all'armistizio dell'8 settembre 1943.

Bocca disseziona il movimento partigiano mostrandone tutta l'eterogeneità: analizza in profondità le costanti frizioni politiche e ideologiche tra le brigate Garibaldi (di orientamento comunista), le formazioni di Giustizia e Libertà (azioniste), le Fiamme Verdi (cattoliche) e i gruppi autonomi (di estrazione militare o badogliana). Il libro non nasconde in alcun modo le ombre e le asperità della lotta: le difficoltà spaventose della guerriglia in montagna, la violenza brutale della guerra civile, il dramma ineludibile delle rappresaglie nazi-fasciste sulle popolazioni inermi, le diffidenze strategiche degli Alleati anglo-americani (culminate nel celebre e controverso proclama Alexander) e i sanguinosi episodi di scontro interno tra le stesse forze antifasciste (come l'eccidio di Porzûs).

L'opera di Bocca ha il merito inestimabile di aver esplorato apertamente la natura plurima del conflitto, anticipando temi storiografici che decenni dopo diverranno centrali. È un affresco corale, epico ma disincantato, essenziale per comprendere come, pur tra innumerevoli contraddizioni e indicibili sofferenze umane, una minoranza attiva abbia saputo riscattare l'onore di una nazione travolta dalla dittatura e gettare le basi materiali e morali per la nascita della Repubblica democratica.

Scheda completa →