Libri

Consulta il catalogo della Biblioteca Historiae.

Azzera
6 libri trovati
Copertina di Il rivoluzionario conseguente

Il rivoluzionario conseguente

Sotto periodo
Tarda Repubblica

Un saggio penetrante firmato dal grande latinista Luca Canali e dallo studioso Lorenzo Perilli, che indaga le figure più radicali ed eversive del mondo romano. Con la sua consueta lente analitica vicina al marxismo e attenta ai conflitti di classe, Canali decostruisce la narrazione tradizionale (scritta dai vincitori della fazione aristocratica) per restituire dignità politica ai vari tentativi rivoluzionari che scossero la tarda Repubblica, dai fratelli Gracchi a Spartaco, fino ai populisti e a Cesare. Il libro evidenzia le disuguaglianze strutturali di una Roma dominata da un'oligarchia senatoria predatoria, mostrando come questi "ribelli" fossero in realtà l'espressione conseguente di una gravissima crisi sociale ed economica non più gestibile con le vecchie istituzioni.

Scheda completa →
Copertina di L’imperatore di Roma

L’imperatore di Roma

Autore
Mary Beard
Sotto periodo
Alto Impero

In questa sua recente e acclamata opera, la celebre classicista di Cambridge Mary Beard non si limita a compilare una classica e noiosa successione cronologica di biografie imperiali (da Augusto fino ad Alessandro Severo), ma cambia radicalmente la prospettiva di indagine: cosa significava, nella pratica quotidiana, 'fare' l'imperatore a Roma? Abbandonando la storiografia scandalistica incentrata unicamente sui miti della follia e della depravazione di figure come Caligola, Nerone o Domiziano, la Beard esplora il 'dietro le quinte' della macchina autocratica. L'autrice viviseziona la vita di corte, svelandoci la routine burocratica (rispondere a innumerevoli petizioni), le abitudini alimentari, i viaggi, i meccanismi di successione spesso cruenti e il ruolo fondamentale, e spesso occulto, giocato dalle mogli imperiali, dagli schiavi di palazzo, dai medici e dai liberti.
Attraverso un'attenta rilettura delle fonti scritte e archeologiche, il saggio dimostra come l'imperatore non fosse solo un individuo dotato di potere assoluto, ma il fulcro di un complesso sistema performativo e istituzionale, in cui l'immagine pubblica e la gestione del consenso erano più importanti della singola personalità del sovrano. È una demistificazione brillante che restituisce la dimensione umana, faticosa e talvolta paradossale del potere assoluto nel mondo antico.

Scheda completa →
Copertina di La caduta dell’impero Romano

La caduta dell’impero Romano

Peter Heather, con una prosa avvincente e un solido impianto analitico, offre una rilettura magistrale degli ultimi secoli dell'Impero. Ribaltando le teorie classiche (come quella di Gibbon sul declino morale dovuto al cristianesimo, o le tesi sul marciume economico interno), Heather sostiene che nel IV secolo l'Impero era ancora una superpotenza vitale e fiscalmente solida. A causarne la caduta fu uno shock esogeno di proporzioni inaudite: l'irruzione degli Unni dalle steppe asiatiche. Questo evento innescò un effetto domino, spingendo enormi confederazioni germaniche (militarmente molto più organizzate rispetto al passato) ad attraversare il limes per sopravvivenza. Un'analisi geopolitica serrata che legge la caduta di Roma come il risultato di una globalizzazione antica sfuggita di mano.

Scheda completa →
Copertina di La caduta di Roma e la fine della civiltà

La caduta di Roma e la fine della civiltà

In aperto contrasto con la tendenza storiografica recente (che vede la fine di Roma come una pacifica e graduale transizione multiculturale), l'archeologo e storico di Oxford Bryan Ward-Perkins dimostra, prove materiali alla mano, che il crollo dell'Impero Romano d'Occidente fu una catastrofe violenta e traumatica. Attraverso l'analisi dei reperti (vasellame, monete, resti di tetti e infrastrutture), l'autore illustra come il collasso politico abbia spazzato via reti commerciali secolari, causando un drastico e rapido declino degli standard di vita, dell'alfabetizzazione e della complessità economica. Un saggio crudo, materialista e potentissimo che restituisce la drammaticità della fine di una civiltà, ricordandoci che il progresso non è mai un'acquisizione irreversibile.

Scheda completa →
Copertina di La rivoluzione romana

La rivoluzione romana

Autore
Ronald Syme
Sotto periodo
Tarda Repubblica

Pubblicato originariamente nel 1939, questo libro di Ronald Syme è considerato uno dei capolavori assoluti della storiografia del XX secolo, un'opera che ha cambiato per sempre il nostro modo di guardare ad Augusto. Influenzato dall'ascesa dei totalitarismi europei del suo tempo, l'illustre storico britannico smonta inesorabilmente il mito del 'buon' primo imperatore, il restauratore della pace. Syme adotta il metodo prosopografico (lo studio minuzioso delle alleanze familiari, delle fazioni e delle élite) per svelare la cruda realtà dietro la propaganda: Ottaviano fu un signore della guerra freddo e calcolatore, che approfittò del collasso repubblicano per eliminare la vecchia aristocrazia senatoria e sostituirla con una nuova, spietata oligarchia a lui fedele. Il libro è un'anatomia magistrale e disincantata del potere e della sua conquista, in cui la fondazione dell'Impero appare non come un'epoca d'oro, ma come il trionfo di una brutale dittatura militare mascherata da finzioni costituzionali.

Scheda completa →
Copertina di PAX

PAX

Autore
Tom Holland
Sotto periodo
Alto Impero

Lo storico e brillante romanziere britannico Tom Holland offre in questo volume una narrazione vibrante, cinematografica e accessibile di un periodo cruciale: la celebre 'Pax Romana', ovvero quell'epoca d'oro (e di massima espansione) che va dal trauma dell'Anno dei Quattro Imperatori (69 d.C.) fino alla morte di Adriano (138 d.C.). Il libro copre il consolidamento del potere sotto la dinastia dei Flavi, le grandi opere pubbliche come il Colosseo, l'apogeo territoriale sotto Traiano (la conquista della Dacia) e la stabilizzazione dei confini con il Vallo di Adriano.
Tuttavia, Holland destruttura abilmente l'idealizzazione storiografica di questa 'pace'. Attraverso fonti storiche e testimonianze dirette (tra cui il disastro di Pompei), l'autore mostra il volto feroce e oscuro del potere di Roma: una pace garantita esclusivamente dalla supremazia militare assoluta, dallo spietato genocidio culturale dei popoli resistenti (come analizzato nei capitoli drammatici sulle rivolte giudaiche e la distruzione del Tempio di Gerusalemme), e da un sistema basato sulla riduzione in schiavitù di centinaia di migliaia di individui. È un affresco vivido, cruento e iper-realista che fa luce sulle fondamenta di violenza che sorreggevano la grandezza imperiale.

Scheda completa →