
1919 la grande illusione
Sintesi
Lo storico tedesco Eckart Conze affronta lo snodo cruciale del Novecento: la Conferenza di pace di Parigi del 1919. Il saggio decostruisce “la grande illusione” di poter creare un nuovo ordine mondiale pacifico e permanente (“la guerra per porre fine a tutte le guerre”). L’autore illustra il fallimento del wilsonismo e dei suoi Quattordici Punti di fronte al cinismo degli imperialismi europei e al desiderio di vendetta della Francia. Il libro sviscera le gravissime storture del Trattato di Versailles: la criminalizzazione della Germania, la distruzione del tessuto economico mitteleuropeo e il disastroso ridisegno delle frontiere etniche (nei Balcani, nell’Europa dell’Est e in Medio Oriente). Un’analisi profonda che dimostra come i trattati del 1919 non furono una vera pace, ma semplicemente una tregua armata che portava già in sé i germi mortali del Secondo Conflitto Mondiale.