
Le origini dell’Italia contemporanea. L’età giolittiana
Sintesi
Pubblicato nella collana Laterza e firmato da Emilio Gentile, uno dei massimi storici e accademici italiani del Novecento, “Le origini dell’Italia contemporanea. L’età giolittiana” rappresenta un’analisi imprescindibile, lucida e profondamente innovativa del decennio che precedette lo scoppio della Prima Guerra Mondiale (1901-1914). L’autore rifugge da ogni visione agiografica o liquidatoria, smontando sia la lettura di Giovanni Giolitti come semplice “ministro della malavita” sia l’agiografia liberale che lo dipingeva come un democratico senza macchia.
Gentile esamina con rigore analitico il titanico sforzo compiuto da Giolitti per modernizzare lo Stato liberale, inserendo per la prima volta le masse popolari (attraverso la tolleranza verso i conflitti sindacali, il decollo industriale del Nord e la riforma del suffragio universale maschile) all’interno delle istituzioni dello Stato. Tuttavia, l’autore mette impietosamente a nudo anche i limiti strutturali e le faglie profonde del sistema giolittiano: il perdurante clientelismo politico e il trasformismo parlamentare (particolarmente accentuato nel Mezzogiorno), l’incapacità cronica di risolvere la questione meridionale, e soprattutto la fatale incapacità di arginare l’ascesa virulenta del nazionalismo radicale. Il saggio si chiude con l’analisi dell’azzardo della guerra di Libia (1911), vero punto di rottura che infiammò le piazze, radicalizzò lo scontro politico e decretò la crisi irreversibile dell’Italia liberale, aprendo la strada alla catastrofe della Grande Guerra.