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Azzera
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Copertina di La caduta degli imperi

La caduta degli imperi

"La caduta degli imperi" del grande storico di Oxford Peter Heather è un'opera storiografica imponente e coraggiosa che offre una prospettiva globale e comparata sulle dinamiche che portano al collasso delle grandi formazioni imperiali, spingendosi ben oltre il tradizionale focus sulla caduta di Roma. Heather utilizza la fine dell'Impero Romano d'Occidente come caso studio principale (ribadendo la sua celebre tesi: Roma non cadde per decadenza morale o trasformazione pacifica, ma fu distrutta dall'urto esterno e violento di popoli nomadi come gli Unni e dall'esaurimento militare), ma amplia lo spettro dell'analisi. Il libro confronta infatti la fine di Roma con il tracollo di altre immense e secolari strutture di potere eurasiatiche: l'Impero Persiano Sasanide, annientato in pochi decenni dalle armate arabo-islamiche, e i califfati medievali, travolti dall'avanzata delle orde mongole di Gengis Khan. Heather individua delle costanti nei meccanismi di collasso: non si tratta mai solo di crisi interne (economiche o di leadership), ma del momento fatale in cui un impero, logorato da decenni di guerre di logoramento e sovrastensione territoriale, incontra una periferia "barbara" che, proprio a contatto con l'impero stesso, si è militarizzata, organizzata e dotata di nuove mortali tecnologie (siano esse la cavalleria pesante o le nuove alleanze tribali). Il saggio è una meditazione profonda sulla fragilità del potere e sulla vulnerabilità di sistemi complessi di fronte a shock esogeni prolungati, temi di estrema e inquietante attualità per gli equilibri geopolitici contemporanei.

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